Capitolo 93
Il Poliziotto stette in piedi atterrito e fissato. Lui disegnò un alito lungo, profondo; lui
fischiato leggermente; lui spinse di nuovo il suo grande, armato di punte elmo. Lui barcollò.
"Sembra c'è un errore", lui balbettò stupidamente, "qualche genere di errore
in qualche luogo, come sia. Io--" Lui si conficcò digiuno. Lui asciugò i suoi labbra col suo
mano marrone e spessa.
"Un errore dappertutto, io penso", Zio Felix detto austeramente. "Suo
errore."
I due uomini affrontarono l'un l'altro, per Zio Felix era sorto ai suoi piedi.
I bambini tennero di nuovo e fissarono in silenzio. Loro non erano piuttosto sicuri
quello che era che loro hanno visto. Sulla faccia di Judy da solo era una fiducia raggiante.
Per, in luogo del bedraggled e figura arruffata che avevano strisciato
sotto del foglio dieci minuti prima, là colori di rosa di fronte a loro tutti
apparentemente un giovane adolescente alto, pulito e bianco e splendendo come un
dio greco ed equo. I suoi capelli erano ricci, lui fu vestito in oro, un argento
spada appese in giù accanto a lui, e la sua faccia senza barba e la bellezza in lui
quello lo fece raggiante come un giorno primaverile e contento. La luce del sole era molta
abbagliando solo a quel momento.
"Lei disse", Zio Felix continuato, in una voce di quiete mortale "che
l'uomo Lei volle avuto una parrucca di capelli ed una barba--una barba falsa?"
Il Poliziotto fissò come se i suoi occhi lascerebbero cadere fuori sul
copertone. Ma lui non disse parola. Lui consultò il suo nota-libro in un stordito,
genere agitato di modo. Poi lui sembrò nervosamente su allo stupefacente
figura del "Vagabondo." Lui guardò di nuovo poi di nuovo al suo libro.
"E vecchio?" Zio Felix detto.
"E vecchio", ripetuto l'ufficiale spessamente, leggendo attentamente sulla pagina.
"Approssimativamente cinquanta, io penso, Lei menzionò?"
"'Turno cinquanta--faceva io?" Lui lo disse debolmente, come un uomo non sicuro di un
dia una lezione a lui dovrebbe sapere da cuore.