Capitolo 49
Loro fissarono nella grande confusione. La loro curiosità era immensa. Loro
stava morendo sapere quello che era la cosa, ma era contro le Regole a
chieda completamente.
"Le loro vite erano _very_ smussa?"--Maria mise questo problema, improvvisamente
richiamando qualche cosa all'inizio della storia.
"Oh, molto smussi davvero. Loro non avevano senso di si chieda--quelli che dimenticarono."
"Come terribile per loro!"
"Terribile", lui fu d'accordo, in un bisbiglio lungo-disegnato, rabbrividendo.
E quel brivido attraversò ogni uno. I bambini girarono verso
la stanza di scurimento. L'armadio a muro oscuro era una macchia della pelle di ombra. Il
tavola aggrottò le ciglia. Gli scaffali ascoltarono. La faccia bianca del cuculo
orologio sbirciò fiocamente in giù su loro dal muro opposto, ed il
sedie, sembrò, si mosse su un poco più vicino. Ma attraverso le finestre
le stelle stavano cominciando a sbirciare, e loro videro le creste del
cedri amichevoli che ondeggiano contro il cielo di evanescenza.
Lui aguzzò. Alto sopra dei cedri, dove le prime stelle brillarono, il
blu era profondo ed ombreggiò squisitamente sotto dalla riga dorata esso
in un colour pressocché imporpori.
"La cosa che nessuno potrebbe capire era anche più meraviglioso che
_that_", lui bisbigliò. "Ma nessuno potrebbe dire perché era là; nessuno
potrebbe indovinare; nessuno potrebbe scoprire. Ed a questo giorno--nessuno la scoperta di _can_
fuori."
La sua voce crebbe abbassi ed abbassi ed ancora abbassi.
"A-domani io lo mostrerò a Lei. Lei lo vedrà per voi stessi."
Loro appena lo sentirono ora. La voce sembrò lontano via. Cosa lo poteva
sia--questa molta, molto meravigliosa cosa?
"Noi andremo fuori e troveremo uno... dal ruscello... dove i salici
curva... e scuote le loro foglie puntute.... Noi andremo a-domani...."
La sua voce morì via nel suo panciotto. Non un suono era udibile. Il
bambini erano molto vicini contro lui. Nelle sue grandi mani lui prese ognuno
affronti a turno e metta i suoi labbra nell'orlo di tre piccoli orecchi.