Capitolo 65
il suo che visse in uno dei cottage nel quale guardarono il
perllan che, lei credè, sarebbe contento per andare con me, ed era
solo qualche genere di uomo del quale io ero in ricerca. Il giorno dopo che io avevo incontrato
con le avventure che io ho riferito nel capitolo precedente,
lei mi informò che la persona in oggetto stava attendendo i miei ordini
nella cucina. Io la dissi per permettermi di vederlo. Lui fece al momento
il suo aspetto. Lui era approssimativamente quaranta-cinque anni maggiorenne, di medio
statura, ed aveva un'espressione aperta e benevola. Il suo vestito era
povero, ma pulito.
"Bene", disse io a lui in gallese, "è Lei il Cumro che può parlare nessuno
Sassone?"
"In verità, signore, io sono."
"È sicuro che Lei sa nessuno sassone?"
"Signore! Io posso conoscere alcune parole, ma io non posso conversare in sassone, né
capisca una conversazione in quella lingua."
"Può leggere Cumraeg?"
"In verità, signore, io posso."
"Cosa ha letto in lui?"
"Io ho letto, signore, lo Ysgrythyr-lan, coltivi io quasi l'ho al
fini delle mie dita."
"Ha letto qualsiasi cosa altro inoltre il Sacre scritture santo?"
"Io lessi il giornale, signore quando amici gentili me lo prestano."
"In Cumraeg?"
"Sì, signore, in Cumraeg. Io posso leggere sassone un piccolo ma non
sufficiente capire un giornale sassone."
"Che giornale legge?"
"Io lessi, signore, Yr Amserau."
"Quello è un buon giornale?"
"Molto buono, signore, è scritto dai buoni uomini."
"Chi sono?"
"Loro sono i nostri ministri, signore."
"Di che religione è?"
"Un metodista Calvinistico, signore."
"Perché è della religione metodista?"
"Perché è la vera religione, signore."
"Lei non dovrebbe essere bigotto. Se io avessi più Cumraeg che io ho, io
provi a Lei che l'unica vera religione è quella del
Chiesa di Lloegrian."
"In verità, signore, Lei non poteva fare quello; L'aveva tutto il Cumraeg in
Cumru Lei non poteva fare quello."
"Cosa è da mestiere?"
"Io sono un gwehydd, signore."
"Da cosa guadagna tessendo?"