Capitolo 53
lleidyr. Il significato originale di carn è un mucchio di pietre, e
carn-lleidyr propriamente intende un ladro senza casa o casa, e con
nessun luogo su che rimanere la sua testa, salvi il carn o mucchio di pietre
sulla cima tetra della montagna. Per molto tempo la parola era
solamente applicò ad un ladro di quella descrizione che, essendo senza
casa e casa, era più disperato degli altri ladri, e come
selvaggio e brutale come i lupi e volpi con chi lui
di quando in quando divise il suo cuscino, il carn. In corso di tempo,
comunque, il significato originale fu perso o fu trascurato, ed il termine
carn-lleidyr fu applicato ad alcuno persona particolarmente disonesta. A
presenti non ci può essere improprietà nel chiamare una persona che
riceve un matrass, mentre sapendolo per essere rubato, un carn-lleidyr, vedendo
che lui è peggiore del ladro che lo rubò, o nel chiamare un
avvocato da briccone un carn-lleidyr, vedendo che lui fa lontano più danno
che una scegliere-tasca comune; o nel chiamare il Papa così, vedendo quello
lui trova somme enormi di soldi fuori di persone fingendo di essere capace
ammettere le loro anime a cielo, o lanciarli all'altro luogo,
sapendo tutta la durata che lui ha nessuno tale potere; forse, davvero, a
il giorno presente il termine carn-lleidyr è più applicabile al
Papa che ad alcuno uno altro, per lui certamente è il ladro di arco di
il mondo. Così molto per Carn-lleidyr. Ma io devo qui gli dica
che i termine carn possono essere applicati ad alcuno che è particolarmente cattivo o
sgradevole in alcun rispetto, ed ora io ricordo, è stato applicato
per secoli ambo in prosa e poesia. Un Lewis Glyn Cothi, un
poeta che visse più di trecento anni fa gli usi la parola
carn nel senso di arrant o molto cattivo, per in suo abusivo
ode alla città di Chester, lui dice che le donne di Londra stessa
non era mai più meretrici di carn che quelli di Chester da che lui
vuole dire che ci non erano mai più meretrici di arrant nel mondo che
quelli del capitale di formaggio. E l'ultimo dei Suoi grandi poeti,