Capitolo 60
Graham, Mary ed Eliza Millward, Jane e Richard Wilson, e Rose,
Fergus, e Gilbert Markham.
Il Sig. Lawrence era stato invitato per congiungerci, ma, per della ragione meglio
conosciuto a lui, aveva rifiutato di darci la sua società. Io avevo
sollecitato il favour io. Quando io facevo così, lui esitò, e
chiese chi stavano andando. Su mio chiamando il Signorina Wilson fra il resto,
lui sembrò mezzo inclinato per andare, ma quando io menzionai la Sig.ra Graham,
è probabile che pensarlo sia un ulteriore allettamento, sembrò avere un
effetto contrario, e lui lo declinò insieme, e, confessare il
verità, la decisione non stava dispiacendo ad a me, sebbene io potevo
appena gli dica perché.
Era quasi di mezzogiorno quando noi arrivammo al luogo della nostra destinazione.
La Sig.ra Graham camminò dal principio alla fine alle rupi; e piccolo Arturo
camminato la più grande parte di lui anche; per lui ora era molto più ardito
ed attivo che quando lui digitò il neighbourhood prima, e lui faceva
non come essere nella carrozza con estraneo, mentre tutti i suoi quattro
amici, mamma, e Sancho ed il Sig. Markham, ed il Signorina Millward,
era a piedi, mentre viaggiando lontano dietro a, o passando attraverso distante
campi e corsie.
Io ho un ricordo molto piacevole di quella passeggiata, lungo il duro,
strada bianca, esposto al sole, ombreggiata qui e là coi brillanti alberi verdi,
ed adornò con banche fiorite e siepi che fioriscono di delizioso
fragranza; o attraverso campi piacevoli e corsie, del tutto glorioso in
i fiori dolci e verdura brillante di maggio delizioso. Era
vero, Eliza non era accanto a me; ma lei era con le sue amiche nel
pony-carrozza, come felice, io ebbi fiducia, come io ero; ed anche quando noi
pedoni, avendo desolato la strada pubblica per un taglio corto attraverso il
campi, vide lontano via la piccola carrozza, mentre scomparendo tra il
verde, alberi di embowering, io non odiai quegli alberi per afferrare
il caro piccolo cappellino ed avvolge in uno scialle dalla mia vista, né io sentii quello
tutti quelli disposizione di oggetti che s'interpone tra la mia felicità e me; per,