Capitolo 5
capendo quale costume aveva unito con lui.
18 né io vediamo come io posso sbagliarmi facilmente in questa questione. Io so
quella distanza non ne è percepita evidentemente. Che da conseguenza
deve essere percepito da vuole dire di dell'altra Idea che immediatamente è
percepito, e varia coi gradi diversi di distanza. Io so anche
che la sensazione che sorge dalla svolta degli occhi ne è
immediatamente percepì, ed i vari thereof dei gradi sono connessi con
distanze diverse che mai non vanno a vuoto ad accompagnarli nella mia mente,
quando io vedo distintamente un Oggetto con ambo gli occhi la cui distanza è così
piccolo che in rispetto di lui l'intervallo tra gli occhi ha alcuno
magnitudine considerevole.
19. Io so che è un'opinione ricevuta che alterando la disposizione di
gli occhi la mente percepisce se l'angolo delle Asce Ottiche è fatto
più grande o minore. E che di conseguenza da qualche genere di Naturale
Geometria giudica il punto della loro intersecazione per essere più vicino
o più lontano via. Ma che questo non è vero io sono convinto da mio proprio
esperimenta, siccome io non sono consapevole che io mi avvalgo alcuno tale del
percezione che io ho dalla svolta dei miei occhi. E per me per fare quelli
giudizi, e deduce quelle conclusioni da lui, senza sapere che io faccio
quindi, sembra insieme incomprensibile.
20. Da tutti che segue che il giudizio che noi facciamo della distanza
di un Oggetto, vide con ambo gli occhi, è completamente il Risultato Di
ESPERIMENTI. Se noi non avessimo trovato i certi sensazioni sorgendo continuamente
dalla varia disposizione degli occhi, frequentò coi certi gradi
di distanza, noi non dovremmo fare mai quelli giudizi improvvisi da loro
riguardo alla distanza di Oggetti; nessuno più che noi fingeremmo
giudichi i pensieri di un uomo dalle sue parole che pronunciano che noi non avevamo sentito mai
prima.
21. In secondo luogo, un Oggetto mise ad una certa distanza dall'occhio, a
quale la larghezza dell'Alunno sopporta una proporzione considerevole, mentre essendo