Capitolo 42
quale di fronte a c'abilitò per regolare le nostre azioni dall'occhio, ora può
sia reso improvvisamente inservibile a quel scopo.
87. Sull'intero sembra che se noi consideriamo l'uso e fine di vista,
insieme con lo stato presente e circostanze del nostro essere, noi possiamo
non la scoperta alcuna grande causa per lagnarsi di alcun difetto o imperfezione in lui,
o facilmente concepisce come potrebbe essere accomodato. Con saggezza così ammirabile è
quella facoltà escogitò, ambo per il piacere e convenienza della vita.
88. Avendo finito quello che io intesi di dire riguardo alla distanza e
magnitudine di oggetti, io ora vengo a trattare della maniera dove la mente
percepisce da vista la loro situazione. Fra le scoperte dell'ultimo
invecchi, non è reputato nessuno del minimo che la maniera di hath della visione stata
più chiaramente spiegato che mai era stato prima. C'è a questo giorno
nessuno ignorante che i ritratti di oggetti esterni sono dipinti sul
Retina, o fondo dell'occhio: che noi non possiamo vedere niente che non è così
dipinto: e che, concedere che come il ritratto, è più distinto o confuso,
così anche è la percezione che noi abbiamo dell'oggetto: ma poi in questo
esplicazione di visione accade l'una difficoltà possente là. Gli oggetti sono
dipinto in un ordine invertito sul fondo dell'occhio: la parte superiore di
alcun oggetto che è dipinto sulla parte più bassa dell'occhio, e la parte più bassa
dell'oggetto sulla parte superiore dell'occhio: e così anche come raddrizzare e
sinistra. Da allora perciò i ritratti sono invertiti così, è richiesto come
viene a passare che noi vediamo gli oggetti erigere ed in loro naturale
posa?
89. In risposta a questa difficoltà noi siamo detti che la mente, percependo un
impulso di un raggio di luce sulla parte superiore dell'occhio, considera questo
raggi come entrando in una linea diretta dalla parte più bassa dell'oggetto; ed in
piaccia maniera che traccia il raggio che colpisce sulla parte più bassa dell'occhio, esso