Capitolo 38
ed occasioni immediate che suggeriscono alla mente l'apparente magnitudine
di cose. Ma questo in generale, io penso, sia osservato concernendo
il calcolo matematico in ottica: che non può essere mai molto preciso e
esiga fin dai giudizi che noi facciamo della magnitudine di cose esterne
spesso dipenda da molte circostanze alle quali non sono proportionable,
o capace di essere definito da, linee ed angoli.
79. Da quello che è stato detto noi possiamo dedurre in salvo questa conseguenza; a
intelligenza che un uomo nascondiglio nato e fabbricò può vedere, mentre aprendo del suo per prima
occhi, faccia un giudizio molto diverso della magnitudine di oggetti
intromitted da loro da che altri fanno. Lui non considererebbe le idee
di vista con referenza a, o come avendo alcun connexion con, le idee di
tocco: la sua prospettiva di loro che è terminata completamente all'interno di loro, lui
nessuno altrimenti li giudichi grande o piccolo che come loro contengono un più grande
o minore numero di punti visibili. Ora, esso che è sicuro che alcuno
punto visibile può coprire o può escludere da vista solamente uno altro visibile
aguzzi, segue che oggetto purchessia intercetta la prospettiva di un altro
hath un numero uguale di punti visibili con lui; e di conseguenza loro
ambo saranno pensati che da lui abbia lo stesso magnitudine. Da adesso è
l'evidente in quelle circostanze giudicherebbe il suo pollice con cui lui
nasconda una torre o impedisca il suo essere visto, uguagli a quella torre, o il suo
dia, è probabile che i whereof della frapposizione celino sperimentale vuole dire il
firmamento dalla sua vista, uguagli al firmamento: come grande un'ineguaglianza
soever possono nelle nostre apprensioni là sembri essere tra quelli due
cose, a causa del consueto e connexion vicino nei quali sono cresciuti
le nostre menti tra gli oggetti di vista e tocco; da che cosa il molto
le idee diverse e distinte di quelli due sensi sono mescolate così e
confuso insieme come per sbagliarsi per uno e la stessa cosa; fuori di