Capitolo 28
più grande distanza.
64. Da che, e da setta. 57 e 58, è manifesto che come noi facciamo
non percepisca immediatamente le magnitudini di oggetti da vista, così né
noi li percepiamo dalla mediazione di qualsiasi cosa che ha un necessario
connexion con loro. Quelle idee che ora suggeriscono a noi il vario
magnitudini di oggetti esterni prima che noi li tocchiamo, possibilmente avrebbe
suggerito nessuno tale cosa: o è probabile che loro li avrebbero significati in un diretto
maniera contraria: così che le idee molto stesse, sul whereof della percezione
noi giudichiamo un oggetto per essere piccolo, bene come ha servito a farci
lo concluda grande. Quelle idee che sono nella loro propria natura andarono bene ugualmente
portare nelle nostre menti l'idea di piccolo o grande, o nessuna taglia a tutti di
oggetti esterni; nel momento in cui le parole di alcuna lingua è in loro proprio
natura indifferente significare questo o quella cosa o nulla affatto.
65. Come noi vediamo distanza, così noi vediamo magnitudine. E noi vediamo ambo nello stesso
modo che noi vediamo la vergogna o irritiamo nelle occhiate di un uomo. Quelle passioni sono
loro invisibile, loro sono lasciati ciononostante in dall'occhio insieme a
colours e le modifiche di espressione delle quali è l'oggetto immediato
visione: e quali li significano per nessuna altra ragione che appena perché
loro sono stati osservati per accompagnarli. Senza che esperimenta noi
debba nessuno più ha preso arrossendo per un segnale della vergogna che di contentezza.
66. Noi stiamo eccedendo ciononostante proni immaginare quelle cose che sono
percepito solamente dalla mediazione di altri per essersi l'immediato
oggetti di vista; o, almeno, avere nella loro propria natura un'appropriatezza a
sia suggerito da loro, di fronte a mai loro coesistere era stato esperimentato
con loro. Da che il pregiudizio ognuno, forse non lo troverà facile
emanciparsi, da alcuno [ma] le condanne più chiare di ragione.
E ci sono dei motivi da pensare che se c'era solamente uno invariabile