Capitolo 91
stato stimato un rimprovero a ragione umana, e withal fanno il conseguimento
thereof un affari di molta meno volta ed i dolori che è stato fin qui.
124. Ogni particolare dilazione limitata che possibilmente può essere l'oggetto
del nostro pensiero un'idea che esiste solamente nella mente è, e di conseguenza
ciascuni thereof della parte devono essere percepiti. Se, perciò, io non posso percepire
parti innumerabili in alcuna dilazione limitata che io considero, è sicuro
loro non sono contenuti in lui; ma, è evidente che io non posso
distingua parti innumerabili in alcuna particolare linea, affiori, o solido,
quale io o percepisco da senso, o figura a me nella mia mente:
perché io concludo loro non sono contenuti in lui. Nulla può essere più chiaramente
a me che che le dilazioni che io ho in vista non sono altre che mio proprio
idee; e non è nessun meno piano che io non posso chiarire alcuno una delle mie idee
in un numero infinito delle altre idee, quello è, che loro non sono
molto divisibile. Se da dilazione limitata sia inteso qualche cosa distinto
da un'idea limitata, io dichiaro, io non so quello che è quello, e così non può
affermi o neghi qualsiasi cosa di lui. Ma se la termini "dilazione", "parti,"
&c., è preso in alcun senso concepibile, ovvero, per le idee, poi dire
una quantità limitata o dilazione consiste di parti infinito in numero è così
manifesti una contraddizione che ogni uno per prima vista l'ammette
essere così; e è impossibile mai dovrebbe guadagnare l'assenso di alcuno
creatura ragionevole che non è portata a lui da gradi gentili e lenti,
come un convertito Gentile alla credenza di transustanziazione. Antico e
pregiudizi radicati passano in principi spesso; e quelle proposte
quali ottengono una volta la forza e credito di un principio, non solo è
loro, ma similmente qualunque cosa è deducibile da loro, pensò
privilegiato da ogni esame. E non c'è assurdità così lorda,
quale, da questo vuole dire, la mente di uomo non può essere preparata a rondine.
125. Lui di chi capendo è posseduto con la dottrina di astratto