Capitolo 52
i suoi occhi spaventati incontrarono suo marito. Lui fece un gesto imperioso con
la sua mano come se ordinare silenzio, ed ascoltò attentamente e
ansiosamente.
Lo stesso rumore fu sentito una seconda volta. Un frastuono contro i nascondigli
fu seguito da un suono asciutto, metallico, evidentemente causato dal contatto di
del corpo contro la finestra.
"È del segnale", disse Cristiano in una voce bassa, come lui guardò al suo
moglie. "Lei probabilmente sa quello che vuole dire."
"Io non faccio, io giuro a Lei", Clemence risposto il suo cuore che batte con un
emozione nuova.
"Io gli dirò, poi; lui è là e lui ha qualche cosa per dire a Lei.
Aumento ed apre la finestra."
"Apra la finestra?" detto lei, con un'occhiata spaventata.
"Faccia quello che io gli dico. Lei gli augura passare la notte sotto Suo
finestra, così che i servitori possono vederlo?"
A questo comando, parlato in un tono severo, lei sorse. Notando che loro
è probabile che ombre siano viste dal fuori quando le tende furono disegnate,
Bergenheim cambiò le candele ad un altro luogo. Clemence camminò lentamente
verso la finestra; lei non l'aveva aperto proprio, quando una pelle di borsa sul
pavimento.
"Ora" lo chiuda, detto il Barone. Mentre sua moglie stava rispettando quietamente, lui
raccolto la borsa, ed aprendolo, prese la nota seguente da lui:
"Io L'ho rovinato--Lei per che io sarei morto volentieri! Ma di
che uso è pente ed ora dispera? Ed il mio sangue non asciugerà
via le Sue ferite lacere. La nostra posizione è così spaventosa che io tremo così
parli di lui. Io dovrei dirgli la verità, comunque orribile come esso
può essere. Non bestemmi io, Clemence; non imputi a me questo
fatalità che mi obbliga così a torturarLa. In alcune ore io
avrà espiato i mali del mio amore, o Lei Lei può essere
gratuitamente. Gratuitamente! mi perdoni per usare questa parola; Io so che è un odioso
uno a Lei, ma io anche sono agitato per trovare un altro. Qualunque cosa