H. P. (Helena Petrovna) Blavatsky
Capitolo 9
Non c'è una rovina, non un monumento, non un boschetto folto d'alberi che ha nessuno
storia legò a lui. Loro possono essere impigliati comunque ancora, nel
ragnatela di immaginazione popolare con la quale diviene più spessa ogni
generazione, è difficile indicare un singolo quello non è
fondato su fatto. Con pazienza e, ancora più, con l'aiuto
del Brahmans dotto Lei può ottenere sempre alla verità, quando una volta
Lei ha assicurato la loro fiducia e l'amicizia.
Gli stessi piombi di strada al tempio dei fuoco-adoratori di Parsee.
Alle sue scottature di altare un fuoco inestinguibile che quotidiano consuma
hundredweights di legno di sandalo ed erbe aromatiche. Acceso tre
il fuoco sacro non è stato estinto mai cento anni fa,,
nonostante molti disturbi, discordie settarie, e guerre pari.
I Parsees sono molto orgogliosi di questo tempio di Zaratushta, come loro
chiami Zoroaster. Comparato con lui le pagode indù guardano come
uova Pasquali e brillantemente dipinte. Generalmente loro sono consacrati
Hanuman, la scimmia-dio e l'alleato fedele di Rama, o al
elefante capeggiò Ganesha, il dio della saggezza occulta o ad uno
del Devis. Lei si incontra con questi tempi in ogni strada. Prima
ognuno c'è una fila di pipals (religiosa di Ficus) vecchio di secoli,
quale nessun tempio può dispensare con, perché questi alberi sono il
dimora degli elementals e le anime peccaminose.
Tutti questo è impigliato, mescolato, e sparso, apparendo ad uno
occhi come un ritratto in un sogno. Trenta secoli sono andati via loro
tracce qui. La pigrizia innata ed il conservatore forte
tendenze degli indù, anche prima che l'invasione europea,
preservato qualche i generi di monumenti dalla vendetta rovinosa del
fanatici, se quelle note erano buddiste, o appartenne a
dell'altra setta impopolare. Gli indù non sono dati naturalmente
al vandalismo inanimato, ed un frenologo guarderebbe vanamente per
un colpo sordo della dannosità sui loro crani. Se Lei incontra con
antichità che, stato stato risparmiato da durata, è, oggi, o
distrutto o sfigurò, non è loro chi sono biasimare, ma