H. P. (Helena Petrovna) Blavatsky
Capitolo 28
meglio; ma io dubito moltissimo se le bestie di preda, così
come tigri, iene, e lupi, è contento con le regole ed il
dieta forzatamente prescritta. Jainas stessi girano con disgusto
anche da uova e pesca, e, in conseguenza, tutti gli animali di
quale loro hanno la cura deve girare vegetarians. Noi eravamo presenti
quando un vecchio tigre, ferito da una pallottola inglese fu alimentato. Avendo
annusato a qualche genere di zuppa di riso che fu proposta a lui, lui frustò
la sua coda, ringhiò, mentre mostrando i suoi denti gialli, e con un ruggito debole
girato via dal cibo. Quello che un'occhiata che lui ha gettato obliquamente sul suo
custode che mitemente stava tentando di persuaderlo ad assaggiare suo bello
cena! Solamente le sbarre forti della gabbia salvarono il Jaina da un
protesta vigorosa da parte di questo veterano della foresta. Un
iena, con una testa di emorragia ed una metà di orecchio lacerata via, cominciò da
sedendo nel trogolo riempì con questo Spartan condisca, e poi,
senza alcuna ulteriore cerimonia, lo sconvolga, come se mostrare suo assoluto
disprezzo per la confusione. I lupi ed i cani elevarono così
ululati sconsolati che loro attirarono l'attenzione di due
amici inseparabili, un vecchio elefante con una gamba di legno ed un dolente-
bue dagli occhi, il vero Castorio e Pollux di questo institu-tion.
In concordanza con la sua natura nobile, il primo pensiero del
elefante concernè il suo amico. Lui ferì il suo tondo di tronco il collo
del bue, in gettone di protezione ed ambo si lamentarono tetramente.
Pappagalli, cicogne, piccioni il flamingoes--la tribù pennuta ed intera--
revelled nella loro colazione. Scimmie erano le prime a rispondere
l'invito del custode e grandemente si godè. Ulteriormente
su noi un uomo santo con che stava alimentando insetti fu mostrato suo proprio
sangue. Lui posò coi suoi occhi chiusi, ed i brucianti raggi del
sole che colpisce pieno sul suo corpo nudo. Lui letteralmente fu coperto
con mosche, mosquitoes, formiche e cimici.
"Tutti questi sono i nostri fratelli", mitemente osservò il custode, mentre aguzzando