H. P. (Helena Petrovna) Blavatsky
Capitolo 17
denunciator più senza paura di ogni cattivo, che Dayanand, fin dal
tempo di Sankharacharya, il fondatore celebre del Vedanta
la filosofia, il più metafisico di sistemi indiani infatti,
la corona dell'insegnamento panteistico. Poi, Dayanand è personale
aspetto sta colpendo. Lui è immensamente alto, la sua carnagione è
impallidisca, piuttosto europeo che indiano, i suoi occhi sono grandi e brillanti,
ed i suoi capelli grigiastri sono lunghi. Gli Yoghi e Dikshatas (iniziò)
mai non tagli o i loro capelli o barba. La sua voce è chiara e forte,
bene calcolò dare espressione ad ogni ombra del sentimento profondo,
variando da un bisbiglio che carezza infantile e dolce a tuonando
collera contro i cattivi doings e le falsità dei preti. Tutti
questo preso insieme produce un effetto indescrivibile sul
indù impressionabile. Dovunque Dayanand appare folle prostrato
loro nel polvere sulle sue impronte; ma, diversamente da Babu
Keshub Chunder Sen, lui non insegna una religione nuova, non fa
inventi dogmi nuovi. Lui chiede solamente a loro di rinnovare loro mezzo-dimenticato
Sanskrit studia, e, avendo comparato le dottrine di loro
antenati con quello che loro sono divenuti nelle mani di Brahmans,
ritornare alle concezioni pure della Divinità insegnò dal primitivo
Rishis--Agni, Vayu, Aditya, ed Anghira--il patriarchs che prima
dato il Vedas ad umanità. Lui non dice anche che il Vedas
è una rivelazione paradisiaca, ma semplicemente insegna che "ogni parola in
questi sacre scritture appartengono all'inspirazione più alta possibile a
l'uomo terreno, un'inspirazione che è ripetuta nella storia
di umanità, e, quando necessario, può accadere a qualsiasi nazione....."
Durante i suoi cinque anni di lavoro Swami Dayanand fece approssimativamente due milione
proseliti, principalmente fra le caste più alte. Giudicando da aspetti,
loro sono del tutto pronti sacrificare a lui le loro vite ed anime e
anche i loro possessi terreni ai quali sono spesso più preziosi
loro che le loro vite. Ma Dayanand è un vero Yoghi, lui non tocca mai