Capitolo 86
come?"
"Lei ha la destra; Lei è una persona indipendente. Ma l'uomo che viene a vederLa
ogni sera è voluta dalla polizia. Il suo nome è Georges Dalbreque. Lui
Bourguet ucciso l'orefice."
L'accusa fece il suo inizio con indignazione e lei esclamò:
"È una bugia! Una fabbricazione infame dei giornali! Georges era in
Parigi nella notte dell'assassinio. Lui può provarlo."
"Lui rubò una macchina a motore e quaranta milli franco in note."
Lei ritorgè veementemente:
"La motore-macchina fu ripresa dai suoi amici e le note sarà
ripristinato. Lui non li toccò mai. I mio andando via per l'America l'avevano fatto perdere
la sua testa."
"Molto bene. Io sono piuttosto disposto a credere tutto quello che Lei dice. Ma il
polizia può mostrare meno la fede in queste asserzioni e meno l'indulgenza."
Lei divenne improvvisamente scomoda e faltered:
"La polizia.... Non c'è nulla per temere da loro.... Loro non sapranno...."
"Dove trovarlo? Io riuscii, a tutti gli eventi. Lui sta lavorando come un
boscaiolo, nella foresta di Brotonne."
"Sì, ma... Lei... quell'era un incidente... mentre la polizia...."
Le parole lasciarono i suoi labbra con la più grande difficoltà. La sua voce era
tremando. Ed improvvisamente lei rivestì di vimini a Renine, mentre balbettando:
"È arrestato?... Io ne sono sicuro!... E Lei è venuto a dirmi....
Arrestato! Ferito! Morto forse?... Oh, per favore, per favore!..."
Lei non aveva sinistra di forza. Tutto il suo orgoglio, tutta la certezza di lei grande
amore diede modo ad una disperazione immensa e lei singhiozzò fuori.
"No, lui non è morto, è? No, io sento che lui non è morto. Oh, signore, come
ingiusto tutto è! Lui è l'uomo più gentile, il meglio che mai visse. Lui ha
cambiato la mia vita intera. Tutto è diverso siccome io cominciai ad amarlo.
Ed io l'amo così! Io l'amo! Io voglio andare da lui. Mi porti a lui. Io voglio
loro per arrestarmi anche. Io l'amo.... Io non potevo vivere senza lui...."
Un impulso di comprensione fece Hortense mettere le sue braccio circa il collo della ragazza