Capitolo 22
La disputa fu finita. Il feltro di conto che lui aveva solamente una piccola formalità a
adempia, un sacrificio per accettare; e, recuperando alcuna della sua sicurezza di sé,
lui disse, in un tono quasi sarcastico:
"Quale è il Suo prezzo?"
Renine scoppia fuori ridendo:
"Splendido! Lei vede la posizione. Solamente, Lei commette un errore nel disegnarmi
negli affari. Io sto lavorando per la gloria della cosa."
"In quel caso?"
"Lei sarà chiamato al massimo su per fare restituzione."
"Restituzione?"
Leant di Renine sulla tavola e detto:
"In uno di quelli cassetti un atto che attende la Sua firma è. È una cambiale
accordo tra Lei ed il Sua nipote Hortense Daniele, relativo a lei
fortuna privata che fu dissipata la fortuna e per che Lei è
responsabile. Firmi l'atto."
Il d'Aigleroche di M. diedero un inizio:
"Conosce l'ammontare?"
"Io non desidero saperlo."
"E se io rifiuto?..."
"Io chiederò a vedere il Comtesse d'Aigleroche."
Senza l'ulteriore esitazione, il conto aprì un cassetto, produsse un documento
su affrancato tappezzi e lo firmò rapidamente:
"Qui Lei è", lui disse, "ed io spero...."
"Spera, come io faccio, che Lei ed io non possiamo avere mai alcune distribuzioni future? Io sono
convinto di lui. Io andrò via questa sera; Sua nipote, senza dubbio,
domani. Ciao."
* * * * *
Nella disegno-stanza che ancora era vuota mentre gli ospiti al
casa stava vestendo per cena, Renine diede l'atto a Hortense. Lei
sembrato stordito da tutti che lei aveva sentito; e la cosa che l'ha sconcertata
anche più del capannone leggero ed implacabile sul passato di suo zio era il
l'acume miracoloso e la lucidità sorprendente esposte da questo uomo: l'uomo che
per delle ore avevano eventi controllati e scongiurarono su di fronte ai suoi occhi il
scene attuali di una tragedia che aveva visto nessuno.
"È soddisfatto con me?" lui chiese.
Lei gli diede ambo sue mani:
"Lei mi ha salvato da Rossigny. Lei mi ha dato appoggi la mia libertà e mio
indipendenza. Io La ringrazio dal fondo del mio cuore."