Capitolo 13
"Esso due spaventapasseri sono, non è, ambo si conficcarono su sulla cima? Ma perché?"
"Guardi di nuovo", lui disse. "Guardi più attentamente sotto i cappelli... il
facce...."
"Oh!" lei pianse, mentre diventando debole con orrore, "come terribile!"
Il campo del telescopio, come il ritratto circolare mostrato da una magia
lanterna, presentò questo spettacolo: la piattaforma di una torre rotta, il
muri di che era più alto nella parte più distante e formò come sia
una schiena-goccia su che ondeggiò onde di edera. Davanti, tra un grappolo di
cespugli, era due esseri umani, un uomo ed una donna, mentre inclinandosi di nuovo contro un
mucchio di precipitato pietre.
Ma le parole equipaggiano e donna non potrebbe essere applicata proprio a queste due forme,
questi due burattini sinistri che, è vero, portò vestiti e cappelli--o
piuttosto brandelli di vestiti e resti di cappelli--ma aveva perso i loro occhi,
le loro guance, i loro menti, ogni particella di carne finché loro erano
davvero e positivamente nulla più di due scheletri.
"Due scheletri", Hortense balbettato. "Due scheletri con vestiti su. Chi
li portati lassù?"
"Nessuno."
"Ma ancora...."
"Quell'uomo e quella donna sono dovute morire alla cima della torre, anni e
anni fa... e la loro carne imputridì i loro vestiti sotto ed i corvi imperiali mangiarono
loro."
"Ma è orrendo, orrendo!" Hortense pianto, impallidisca come morte, la sua faccia disegnata
con orrore.
* * * * *
Mezzo un ora più tardi, Hortense Daniele e Renine lasciarono i de di Castello
Halingre. Prima la loro partenza, loro erano andati come lontano come l'edera-adulto
torreggi, i resti di un vecchio donjon-tengono più che metà demolì. Il
in era vuoto. Là sembrò essere stati un modo di scalare alla cima,
ad un periodo comparatamente recente, da vuole dire di gradini di legno e scale
quale ora disposizione rotta e cosparse sulla terra. La torre appoggiò
contro il muro che marcò la fine del parco.
Un fatto curioso che Hortense sorpreso, era quel Principe che Renine aveva