Capitolo 78
sostentamento. Le sfortune di suo padre in mestiere lo resero incapace a
sostenga il suo son[239]; e per del tempo là non apparve mezzi da che
lui potrebbe mantenersi. Nel dicembre di questo anno suo padre morì.
Lo stato di povertà nel quale lui morì, appare da una nota nell'uno di
Le piccole agende di Johnson dell'anno seguente che fortemente espone
il suo spirito e la dignità virtuosa di mente.
'1732, _Julii_ 15. Deposui di aureos di _Undecim, quicquid di dado di quo aggiungono al piatto matris
funus (siero di quod siede precor) de paternis bonis sperari licet, viginti
scilicet libras, accepi. Usque adeo mihi fortuna fingenda est. Interea,
ne paupertate vires animi languescant, nee in abigat di egestas di flagilia,
cavendum_.--Io layed da undici ghinee in questo giorno, quando io ricevetti
venti libbre, essendo tutti che io ho ragione di sperare per fuori di mio
gli effetti di padre, precedente alla morte di mia madre; un evento che io
preghi Dio può essere molto remoto. Io vedo ora perciò che io devo fare mio proprio
fortuna. Nel frattempo, mi permetta di prendersi cura che i poteri della mia mente non possono
sia debilitato da povertà, e quell'indigenza non mi costringe in alcuno
atto criminale.'
Johnson era finora fortunato, che l'il carattere rispettabile di suo
genitori, ed il suo proprio merito, aveva, dai suoi più primi anni, l'assicurò un
ricevimento gentile nelle migliori famiglie a Lichfield. Fra questi io posso
menzione il Sig. Howard[240], il Dott. Swinfen, il Sig. Simpson il Sig. Levett[241], Capitano
Garrick, padre del grande ornamento del palcoscenico britannico; ma sopra
tutti, il Sig. Gilbert Walmsley[242], Registro della Corte Privilegiata di
Lichfield cui il carattere, lungo dopo il suo decesso, il Dott. Johnson ha, in
la sua Vita di Edmund Smith[243], così disegnato nel colours ardente di
gratitudine:
[Pagina 81: Gilbert Walmsley. AEtat 22.]
'Di Gilbert Walmsley[244], così presentò alla mia mente, mi permetta di appagare
io nel ricordo. Io lo seppi molto presto; lui era uno del