Capitolo 11
Heinrich Stahl. Col Dott. Stahl l'irlandese attraversò spade attraverso mesi
di corrispondenza piuttosto irregolare, fino ad a lungo i due aveva incontrato su
abbordi un piroscafo dove il tedesco tenne la posizione del dottore di nave. Il
conoscenza era cresciuta in qualche cosa avvicinandosi all'amicizia,
anche se i due uomini apparentemente fossero di fronte ai poli opposti di pensiero.
A volte loro ancora incontrarono.
In aspetto non era niente insolito su O'Malley, a meno che era il
contrasto degli occhi blu e leggeri coi capelli scuri. Mai, io non penso, faceva io
lo veda in qualsiasi cosa ma quel vecchio abito di flanella grigio, col colletto basso
e cravatta che brilla stracciata. Lui era di altezza di mezzo, costruì delicatamente, il suo
mani più come una ragazza che un uomo. In città lui rase e guardò
abbastanza presentabile, ma una volta sui suoi viaggi lui crebbe barba e baffi
e dimenticherebbe per settimane per avere i suoi capelli tagliato, così che precipitò in un
aggrovigli su fronte ed occhi.
La sua maniera cambiò con la precipitazione dei suoi umori. Qualche volta attivo e
vigile, ad altri per giorni lui diverrebbe insieme assente, trasognato,
assorbito, mezzo dimentico del mondo esterno, i suoi movimenti ed azioni
dettato da istinto di subconscio piuttosto che regolò da volizione.
Ed una causa di quella solitudine di spirito che era indubbiamente un capo
il dolore nella vita a lui, era il fatto che popolo all'ordine del giorno fu confuso come a
lo prenda, o sapere quale di questi molti umori estremi era l'uomo
lui. Incomodo, insoddisfacente, elusivo, non essere contato su,
loro lo ritennero: e dal loro punto di vista loro erano indubbiamente
destra. La comprensione e soprattutto la compagnia della quale lui ha avuto bisogno, sinceramente
anche chiesto insistentemente, fu negato così a lui dalle colpe del suo proprio temperamento.
Con donne il suo rapporti era dello slightest; in un senso lui non faceva
sappia il bisogno di loro molto. Per una cosa, l'elemento femminile nel suo