Capitolo 4
quando, su un'occasione durante gli anni del poeta di vigoroso
attività politica, una folla di oppositori fervidi venne e ruppe
le sue finestre con pietre; dopo che, girando marciare via
trionfantemente, loro sentirono il bisogno (mai presente allo Scandinavo
in momenti di stress) di cantare, e scoppia fuori con un accordo
nel "Ja, dette di elsker di vi Landet" di loro odiato politico
avversario. "Loro non potevano aiutarlo; loro dovevano cantarlo!" il poeta
riferisca lietissimamente.
Della nascita di "Fremad! Fremad!" Grieg ha lasciato un conto che
dà un ritratto divertente dell'entusiasmo infettivo che era
una delle caratteristiche più forti di Bjornson. Grieg l'aveva dato,
come un presente di Natale, la prima serie dei suoi "Pezzi Lirici"
per il pianoforte, ed aveva giocato alcuni di loro dopo al
poeta che fu colpito con una melodia che aveva Grieg specialmente
"Fadrelandssang" chiamato ("Canzone del Paese d'origine"). Bjornson
là e poi, alla grande gratificazione del compositore, protestò
che lui deve scrivere parole per andare bene l'aria. (Deve essere menzionato
che ogni strofa della melodia comincia con un ritornello consistere
di due note fortemente accentuate che suggeriscono alcuno vigoroso
dissyllabic mettono in parole.) Un giorno o due più tardi Grieg incontrò Bjornson che era
nelle piene doglie di composizione, ed esclamò a lui che il
canzone stava andando splendidamente, e che lui credè tutta la gioventù di
Norvegia l'adotterebbe entusiasticamente; ma che lui ancora era
confuso sulla parola molto necessaria per andare bene il fortemente segnato
ritornello. Lui non stava per comunque, rinunciarlo. La prossimo mattina,
quando Grieg era nella sua stanza che tiene pacatamente una lezione di pianoforte ad un
giovane signora, un tintinnio furioso fu sentito alla sua campana di fronte-porta,
come se i ringer lacerassero la campana dai suoi fili, seguiti da
un selvatico gridi di "'Fremad! Fremad!' Hurrà, io l'ho!
'Fremad!'" Bjornson, per chiaramente l'intruso era lui, rivestì di vimini