Capitolo 14
Laura (sorridendo). No, non ci sarebbe splendore nelle stelle se
madre non sia al ballo.
Axel. Molto bene--io spedirò le nostre scuse. (Svolte per andare fuori.)
Padre (ancora leggendo). Forse sarà migliore per me a
scriva. (AXEL si ferma.)
Madre. Sì, Lei lo farà meglio.
[MATHILDE entra, seguito da un Servitore che getta le porte
apra.]
Mathilde. Colazione è pronta.
Padre (prendendo il braccio di sua moglie). Tenga il Suo scialle su, mio caro; esso
ha freddo nella sala. (Loro vanno fuori.)
Axel (come lui offre il suo braccio LAURA e la conduce verso la porta).
Mi permetta di avere una parola con Lei, prima che noi li seguiamo!
Laura. Ma è tempo di colazione.
Axel (a MATHILDE che sta stando in piedi dietro a loro aspettando). La faccia
badi seguire? (MATHILDE va fuori, seguito dal Servitore. AXEL
svolte a LAURA.) Nulla La trasporterà? Vada con me a questo ballo!
Laura. Io pensai che quell'era quello che Lei stava per dire.
Axel. Per la causa di _my_!
Laura. Ma Lei vide per Lei che madre e padre non fanno
l'auguri?
Axel. _I_ l'augura.
Laura. Quando madre e padre non fanno?
Axel. Poi io suppongo che Lei è loro figlia nel primo luogo,
e mia moglie solamente di secondo?
Laura (con una risata). Quello è solamente bene, naturale.
Axel. No, non è naturale; perché due giorni fa Lei promise
abbandoni Suo padre e Sua madre e mi segua.
Laura (ridendo). Alla palla? Io non promisi certamente mai quello.
Axel. Dovunque io desidero.
Laura. Ma Lei non deve desiderare che, il caro di Axel--perché è
piuttosto impossibile.
Axel. È piuttosto possibile, se Le piace farlo.
Laura. Sì, ma non mi piace.
Axel. Lei sentì anche quel stesso giorno che un uomo è il signore di sua moglie
e padrone. Lei deve essere disposto a lasciarli, se io l'auguro; esso
era su quelli termini che Lei mi diede la Sua mano, Lei ostinato
piccola donna.
Laura. Era stato appena così come essere capace essere con padre sempre e
madre, che io lo facevo.
Axel. Quindi era esso. Poi Lei non ha nessun augurio per essere con me sempre?