Capitolo 37
più dolorosamente. Ancora lui non poteva estendere precisamente in quello che esso
consistito. Un sospetto terribile cominciò a prendere forma nella sua mente,
agitandolo orrendamente.
"Io sono nessuno molto stanco, né in bisogno di cibo, grazie", il professore
detto quietamente. "E questo è tutto che io ho. Non c'è nessun bagaglio da seguire. IO
non ha portato niente casa--nulla ma quello che Lei vede."
Le sue parole portarono la finalità. Loro ottennero in un tassì, fornì di punta il facchino,
chi stava fissando in stupore la figura venerabile del
scienziato, e fu portato lentamente e rumorosamente alla casa nel
nord di Londra dove era il laboratorio, la scena di loro lavora di
anni.
Ed il modo intero Professore Ebor non emise parola, né faceva il Dott. Laidlaw
trovi il coraggio per fare una sola domanda.
Era in ritardo solamente che notte, prima che lui prese la sua partenza, come i due
uomini stavano stando in piedi di fronte al fuoco nello studio--quel studio dove loro
aveva discusso così molti problemi di interesse vitale ed assorbente--quello
Il Dott. Laidlaw finalmente forza trovata per venire al punto con diretto
domande. Il professore stava dandolo un superficiale e saltuario
conto dei suoi viaggi, dei suoi viaggi da cammello, dei suoi accampamenti
fra le montagne e nel deserto, e delle sue esplorazioni fra il
tempi seppelliti, e, più profondo, nello spreco delle sabbie pre-storiche,
quando improvvisamente il dottore venne al punto desiderato con qualche genere di
giunco nervoso, pressocché come un ragazzo spaventato.
"E Lei fondò--" lui cominciò a balbettare, mentre sembrando duro all'altro
faccia orrendamente alterata da che ogni linea della speranza e l'allegria
sembrato essere stati obliterati come una spugna asciuga impronte da un
lavagna--"Lei fondò--"
"Io fondai", rispose l'altro, in una voce solenne ed era la voce di
il mistico piuttosto che l'uomo di scienza--"io trovai quello che io andai a cercare.
La visione mi andò a vuoto mai una volta. Mi condusse diritto al luogo come un