Capitolo 33
la grande conoscenza al mondo--"
"Chi non crederanno", Laidlaw riso brevemente, ancora interessò in dispetto
del suo disprezzo sottilmente-velato.
"Perché anche il keenest bada, nel senso corretto della parola, è
disperatamente--l'unscientific", rispose dolcemente l'altro, la sua faccia positivamente
acceso con la memoria della sua visione. "Ancora quello che è più probabile", lui
continuò dopo la pausa di un momento, mentre sbirciando in spazio con occhi rapiti che
visto cose troppo meraviglioso per lingua esatta descrivere, "che quello
là sarebbe dovuto essere dato per equipaggiare nelle prime secoli del mondo alcuni
record dello scopo e problema che l'erano stato messo per risolvere? In un
metta in parole", lui pianse, mentre riparando i suoi occhi che splendono sulla faccia di suo perplesso
assistente "che i messaggeri di Dio nel lontano-via secoli avrebbe dovuto dare
alle Sue creature della piena asserzione del segreto del mondo, del
segreto dell'anima, del significato della vita e morte--il chiarimento di
il nostro essere qui, ed a che grande fine noi siamo destinati nell'ultimi
la pienezza di cose?"
Il Dott. Laidlaw sedette ammutolito. Questi scoppi di entusiasmo mistico lui
aveva testimoniato prima. Con alcun altro uomo lui non avrebbe ascoltato a
una sola frase, ma a Professore Ebor, uomo di conoscenza e profondo
investigatore, lui ascoltò con rispetto, perché lui riguardò questo
condizioni come provvisorio e patologico, ed in del senso una reazione
dallo sforzo intenso della concentrazione mentale e prolungata di molti
giorni.
Lui sorrise, con qualche cosa tra comprensione e dimissione come lui incontrò il
altro sguardo fisso rapito.
"Ma Lei ha detto, signore, alle altre durate, che Lei considera l'ultimo
secrets per essere protegguto da del tutto possibile--"
"Il _ultimate_ secrets, sì", venne alla replica imperturbata; "ma quello
là bugie seppellirono in qualche luogo un record indistruttibile del segreto
volendo dire della vita, originalmente saputo ad uomini di giorni di loro primiero