Capitolo 4
moglie con suo marito [la nota l'uguaglianza], la felicità sarà sicuramente
durando." Cibo sarà dato in una casa a donne di recente-sposate" prima,
ad infanti, all'ammalato ed a donne incinthe." Ancora lo stesso Manu è
supposto avere preso il più basso e prospettiva più comune di donne: "È
la natura di donne per sedurre uomini; per quella ragione i saggi non sono mai
indifeso con donne... Uno non dovrebbe sedere in un luogo solitario con
la madre di uno, sorella o figlia; per i sensi è potente, e
domini anche un uomo dotto." Una donna non deve agire mai "indipendentemente, anche
nella sua propria casa", lei deve essere soggetto a padre, marito o (su lei
la morte di marito) i figli. Donne hanno assegnato a loro come qualità, "impuro
desideri, collera, la disonestà, la malevolenza e la cattiva condotta." Lo Sh[=u][d.] il ra
servitore sarà considerato un più giovane figlio"; un schiavo sarà guardato
su "come l'ombra" di uno, e se un uomo è offeso da lui lui deve "sopportarlo
senza risentimento"; ancora le punizioni più orribili sono ordinate per essere
inflitto su Sh[=u][d.] ras per intrudersi su certi riti sacri.
Il risultato netto è quelle vegliardo Rivelazioni, essendo dato per un certo
età e le certe condizioni sociali, spesso non e non debba essere
eseguito nello stato presente di Società; quelli documenti di vegliardo sono
difficile da verificare--spesso impossibile--come venendo da quelli cui i nomi
loro nascono; che non c'è garanzia contro falsificazioni, interpolazioni,
le lucentezze, parte conveniente del testo, con un risultato di altre imperfezioni;
che loro contengono contraddizioni, e spesso le assurdità, non dire niente
delle immoralità. Ultimamente ogni Rivelazione deve essere portata alla sbarra
di ragione, e come una questione di fatto, è portato così in pratica, anche il
la maggior parte di Br[=a]hma[n "ortodosso".] un in Hin[d.] [= l'u]ism, trascurando tutti il
Sh[=a]s[t.] ingiunzioni di raic che lui trova essere impraticabile o pari
che reca disturbo, mentre lui usa quelli che gli vanno bene a condannare il suo