Capitolo 59
spiato un recinto di asse alto a proposito e tentò a salto su lui. Il
asse di cima ruppe ed in giù me entrò in una gallina-stia alla quale stette vicino il
recinto. I cani abbaiarono, e le galline volarono e chiocciarono così, che io
lo temuto condurrebbe alla mia scoperta prima che io potessi ottenere fuori del
recinto.
Il lettore può immaginare solamente come grande è dovuto essere lo stato eccitato
della mia mente mentre esposto a pericolo così straordinario e pericolo su
ogni lato. In pericolo di essere afferrato da un cane selvaggio al quale saltò
io quando io precipitai nella gallina-stia; in pericolo di essere appreso da
gli inquilini del destino; in pericolo di essere sparato o ferì da alcuno uno
è probabile che chi avrebbe tentato fermarmi, un schiavo di evaso; ed in pericolo su
l'altra mano di essendo raggiunto ed ottenere in conflitto con mio
avversario. Con queste apprensioni terribili, la cautela non mi dettò
procedere lontano da giorno-luce in questa città di slaveholding.
A questo momento ogni nervo e muscolo del mio sistema intero erano in pieno
stiramento; ed ogni facilità della mente apportò azione sforzandosi
salvarsi dall'essere ripreso. Io sfidai non vada alla foresta,
sapendo che è probabile che io sia localizzato da sangue-insegue, e raggiunto. Io ero
così fortunato come trovare un luogo di occultamento nella città che sembrò essere
indicato dal dito di Provvidenza. Dopo avere corso attraverso destini,
angoli che girano, ed evitando i miei amico uomini, come se loro fossero selvatici
bestie feroci. Io trovai un luogo di occultamento in un palo di assi o
scantling, dove io tenni nascosto durante quel giorno.
Nessuna lingua né penna possono descrivere le apprensioni terribili sotto che
Io lavorai per lo spazio di dieci o dodici ore. Il mio luogo di occultamento
accadde di essere tra due officine, dove c'erano uomini a lavoro
all'interno di sei od otto piedi di me. Io potrei immaginare che io li sentii
parlando di me, ed alle altre durate pensate che io sentii i passi di