Capitolo 50
per me che io ero nella cantina. Questa condotta strana eccitò presto
sospetto così forte in me, che io non potessi stare nella cantina e
avviato uscire, ma l'uomo che stette vicino alla porta, bussò di nuovo
sul lato di casa, per l'altro per venire al suo aiuto, e mi disse a
fermata. Io tentai di svenire da lui, e lui prese presa di me, e
disegnato una pistola, mentre giura se io non mi fermassi lui mi sparerebbe in giù. Da
io seppi questa durata che io fui tradito.
Io chiesi a lui che crimine io avevo commesso che io dovrei essere assassinato.
"Io Le farò sapere, molto presto", disse lui.
Da questa durata erano altri venendo al suo aiuto, ed io potrei vedere nessuno
modo dal quale io possibilmente potrei scappare le mascelle di quel inferno su terra.
Tutte le mie prospettive che adulano di godere il mio proprio fuoco-lato, con mio
piccola famiglia, fu danneggiato poi ed andato; ed io devo offrire addio a
amici e la libertà per sempre.
Invano io guardai alle leggi infami della Repubblica di Ohio,
per quella protezione contro la violenza ed oltraggia, che anche il più vile
criminale con una pelle bianca godrebbe. Ma oh! il pensiero terribile,
che dopo tutto il mio sacrificio e lottando per liberare la mia famiglia da
le mani dell'oppressore; che io dovrei essere trascinato posteriore in crudele
la servitù per soffrire della sanzione penale della legge di un tiranno, sopportare strisce e
imprigionamento, ed essere chiuso fuori da del tutto morale così come
miglioramento intellettuale, ed attarda fuori pressocché una morte vivente.
Quando io vidi una folla di cacciatori di schiavo sangue-assetati, senza principi
rivestendo di vimini su me armato con arma di morte, non era uso per me a
intraprenda lottare il mio modo attraverso contro le disparità così terribili.
Ma io mi staccai dall'uomo che stette in piedi da con la sua pistola disegnato a
mi spari se io dovessi resistere a, e giunse al recinto e tentò a
lo salti su prima che io fossi raggiunto; ma l'essere di recinto molto alto io