Capitolo 43
"È sciocco per amare a durata mia della vita", lei disse; "Io sono troppo giovane. Esso
è come portando un bel vestito nuovo per scalare montagne in."
"Lei sarà giovane" sempre, lui disse; "Lei è eterno."
Era la sua vista considerata; lui desiderò che lei non sia. Baciandola un piccolo
assentemente lui camminò alla porta; poi perché lui aveva fatto sempre così, lui
camminato di nuovo.
"La benedica", lui disse. Era frettoloso e finale. Il chiudere del
porta risultò la luce nei suoi occhi.
"Come stanco sono io!" lei pensò, e poi--"martedì, mercoledì,
Giovedì--venerdì, sabato, domenica, lunedì."
IX
LA FINE
Lui seppe che nulla mai potesse accadere possibilmente di nuovo a lui e così lui
seduto sul suo sofà che aspetta--per morte, lui suppose, dopo avendo escluso ogni
altra possibilità. Lui non volle morire, lui non volle fare qualsiasi cosa,
mangiare o bere o tatto o pensa--lui non volle soprattutto, muoversi. Lui
aveva chiuso i suoi occhi che tentano di chiudere fuori la stanza. Ogni pezzo di lui era
reso saturo in lei, tutto era stato consacrato--contaminato, esso
ora sembrato a lui--dal suo tocco. Non c'era una pezza di tappeto o
chintz che non ha appartenuto intimamente ed esclusivamente a lei. Ogni
obietti nella stanza sembrò posarla ed aggiungere all'interminabile
dipinga galleria della sua memoria. Lui aprì i suoi occhi e sega un intonso
matita. In ogni caso, qui era qualche cosa nuovo ed indipendente--neutrale
territorio, unsharpened era una pistola scarica e lui volle sparare.
A lei? Lui fu legato per perdere. La sua amarezza non era mezzo attraverso che
riprendere la sua magia e senza lui lui starebbe costringendo soltanto una disposizione
figuri compiere buffonate volgari ed insignificanti. E se lui la lacerasse a
pezzi, sarebbe un'accusa di lui, non del suo gentlemanliness,
quell'aveva cessato da molto intendere qualsiasi cosa a lui--ma del suo gusto. Stancamente,
lui si chiuse gli occhi. Non era buono pensando quando la Sua mente era divenuta un