Capitolo 40
ma un possesso riconobbe da ognuno e preso per accordato da lui.
Solamente lui non sembrò mai annoiato perché lui non era mai stanco di mobilising il suo
propri fascini. Ed in lei, lei lo deliziò--era solamente in lei
relazioni con lui che lei ottenne sui suoi nervi. Lui amò vederla con
altri uomini che esercitano le arti divine del suo irresistibility, lei ogni
sorrida, lei ogni gesto, le intonazioni della sua voce, la svolta di lei
capeggi, il suo splendore di ribollimento, la sua indifferenza fresca, il ghiaccio di lei
intelletto, il bagliore della sua comprensione ognuno che contribuisce al
capolavoro della sua civetteria. Ma con lui lei non era anche un
fraschetta--a scatti, appassionato, nervoso, umile, esigente, ottuso--lei stancò
lui a morte.
"Bene, io devo stare andando." Mortimer parlò dubbiosamente. C'era una pausa.
Poi Elaine si collaborò insieme.
"Perché?"
"Io devo così molto fare."
"Era così bello di Lei per venire e vedermi."
"Era così bello di Lei per permettermi di venire. Per favore ricordi la Sua promessa a
mi faccia sapere quando Lei ritorna."
"Chiaramente." Lui fu andato.
Stancamente lei si chiuse gli occhi. "Lei ricorda il tempo quando Mortimer era
incantando?"
"Effettivamente io faccio; lui era piuttosto delizioso fino a lui si innamori di Lei. Lui
è un avvertimento contro amando realmente."
"Non lo tiene conto di proprio, fa?" La sua voce era molto amara. Come lui odiò
l'entrata dell'acidulated tragico in tutti i loro discorsi.
"Forse non." Lui si sentì colpevole, mentre sapendo lui stava facendo male quanto lei.
"Dopo tutti Lei non può chiedere a me di modellarsi sull'uomo che L'annoia
la maggior parte nel mondo."
Lei sorrise. "Quello che una buon ragione per non amoroso io!"
"Il meglio!" Lui stava sorridendo il suo incantando, sorriso adulatorio a lei--il
sorrida che sempre sembrò disegnarLa nel Santo di Holies del suo
fiducia.
"Io posso stare andando via a-domani", lei disse.
"Può?"
"Ma io ritornerò giovedì. Ceneremo insieme quella notte?"