Capitolo 24
la narrativa di a-giorno è la storia di a-domani."
Questo sembrò conclusivo. Il libro non poteva avere meno che 700 pagine. Un
documento sociale con interesse psicologico ed un conflitto duplice. Perché,
sarebbe corto a quello. E poi, un giorno, quando il libro di Delancey aveva
divenga a me una forma dell'eternità, lui arrivò, senza fiato con eccitamento.
"A tutte le intenzioni e scopi, è finito", lui ansò.
"Grazie a Dio", io mormorai debolmente.
"Sarà una perdita terribile a me", lui affermò luttuosamente.
"Non è ancora" morto, io dissi con giocosità debole.
"È triste per vedere i Suoi bambini lasciarLa. Guardarli avanzare fuori in un
mondo freddo", inospitale, lui seguì.
"Un caldo, dando il benvenuto mondo", io corressi disonestamente. "Lei non mi ha detto
quello che è chiamato ancora."
"Non è chiamato qualsiasi cosa. Io La voglio essere sua dio-madre, Charlotte.
Cosa circa 'Dove?'"
"Anche come un opuscolo", io ero contento per essere di nuovo su terra di ditta.
"Io pensai circa 'il Laboratorio di Fato', ma non è molto ritmico, è
esso?"
"Non molto", io fui d'accordo.
"Il punto interrogativo dopo il 'Dove' sembrerebbe bello sulla coperta", lui
riflesso addoloratamente.
Io resi. Questo era il vecchio Delancey. Il Delancey del _Saturday
Sera Post_ ed il _Strand_, delle tende di taffetas ed il cottage
in Devonshire. Dal mio bagliore improvviso di contentezza io compresi io avevo quanto
mancato lo. Ma non potevo dire io, "Caro, _dear_ Delancey, per favore sia Suo
mai, vecchio stesso e mai qualunque cosa che Lei fa, scriva un altro 'buono' il libro,"
quindi io confessai che un punto interrogativo _would_ sembra molto bello, ma che io
ancora pensò che "Dove" suonò piuttosto come un tratto religioso.
"Bene, noi dobbiamo pensarlo finito", lui disse.
Un settimana più tardi, lui annunciò a me in un tono che chiaramente indicò quello
la mia opinione fu voluta solamente se fosse approvazione, "io ho deciso di chiamare