J. D. (John Davys) Beresford
Capitolo 43
ed entra nel pleasance prima che io lo perdonai. Secondo la sua abitudine,
lui non costituì scusa la sua inciviltà, ma il suo rinnovamento esplicito di
la fiducia in me più quasi si avvicinò ad un'espressione aperta di desiderio per
la mia amicizia che qualsiasi cosa io mai l'avevo saputo di mostrare fin qui.
"Guardi qui, Melhuish" lui disse, mentre fermando improvvisamente nell'oscurità del
giardino. Io non potevo guardare con molto effetto, ma io risposi, una bazzecola
imbronciatamente, "Bene? Cosa?"
"Se lei non è ritornata..." lui disse.
"Io non vedo che noi possiamo fare qualsiasi cosa più fino ad a-domani", io risposi.
"Nessun uso che tenta di trovarla, chiaramente" che lui è stato d'accordo, irritabilmente "ma noi
migliori cose di discorso finito col governatore."
"Se io posso essere di alcun aiuto..." Io remarked elliptically.
"Lei non sarà se Lei l'inizio che decomposizione trascendentale", lui ritornò, come se lui
già pentì la sua condiscendenza.
"Che genere di decomposizione vuole io per parlare?" Io chiesi.
"Senso comune", lui disse.
Io resistei al desiderio di dire che io ero contento lui diede credito al Jervaise
versione di senso comune per essere un genere di decomposizione.
"Del tutto sereno", io fui d'accordo.
Lui non mi ringraziò.
E quando io guardai di nuovo sugli eventi delle due ore che erano passate
siccome Jervaise mi aveva recuperato fuori del buffetto improvvissato, io ancora ero
grandemente confuse dare conto della sua scelta segnata di me come un confidente. Esso
era una scelta che è sembrata significare della debolezza in lui. Io mi chiesi se lui
aveva avuto paura di avere fiducia in lui con Anna alla Fattoria da solo; se lui fosse
ora soffrendo di qualche genere di trepidazione al pensiero dell'arrivo
intervisti con suo padre? Io lo trovai così impossibile associare alcuna idea
della debolezza con quell'intimorendo maschera della quale era l'espressione esterna
Jervaise Franco.
IV
IN LA SALA
Noi trovammo la famiglia che c'attende nella Sala--Sig. e la Sig.ra Jervaise, Olive,