J. D. (John Davys) Beresford
Capitolo 34
dramma. Jervaise ed io eravamo della corsa che è stata fermamente che crea un
la narrativa della terra fin dal primo aspetto di scienza induttiva in
i giorni di uomo preistorico; e noi non potevamo vivere per lungo fuori del
realismo artificiale della cosa che noi stavamo facendo. Noi non eravamo le creature
di un processo, ma piccoli dei in un mondo-pantheon.
* * * * *
Io non feci nessun tentativo di controllarlo quando lui cominciò a parlare. Io seppi dall'elevato
tono della sua voce--lui stava parlando un vero terzo sopra di suo all'ordine del giorno
pece--che lui fu eccitato piacevolmente dalla nostra intervista con Anna: un
eccitamento che lui ora ha desiderato o celare, o, se quello fosse
impossibile, attribuire ad un'altra causa.
"Accade a me che ci sono uno o due punti molto sconcertanti circa quello
visiti del nostro, Melhuish" che lui ha cominciato.
"Almeno due", io fui d'accordo.
"Quali sono?" lui chiese.
"Io preferirei sentire il Suo prima", dissi io, mentre non avendo intenzione di
esponendo mio proprio.
Lui era così ansioso per esibire la sua abilità che lui non mi pigiò per mio
probabilmente deduzioni indegne.
"Nel primo luogo", lui disse bene, esso lo sciopero Lei come un fatto curioso
quelle Signorina Banche, e lei da solo, apparentemente fu disturbato da quel cane
abbaiando infernale?"
"Non mi aveva colpito", io ammisi; e solo perché io non avevo remarked
quell'anomalia per me, io ero immediatamente preparato per trattarlo come indegno
di avviso. "Io immagino suo padre e madre ed i servitori, e così su,
la sentita farci in", dissi io.
Jervaise derise a quello. "Oh! il mio buon uomo", lui disse.
"Bene, perché non?" Io ritornai irritabilmente.
"Io lo misi a Lei", lui disse, "se in quelle circostanze la famiglia
rifiuto per fare un aspetto lascia adito ad alcun chiarimento all'ordine del giorno?"
Io potrei vedere, ora, che non faceva; ma si essendo commesso ad un punto
di vista, io determinai alzarlo. "Perché _should_ in giù il quale loro vengono?" IO
chiesto.
"La curiosità comune sarebbe un allettamento sufficiente, io dovrei immaginare,"