J. D. (John Davys) Beresford
Capitolo 32
suo, in durata, pensare dolcemente a me che io non potevo indovinare; ma io sperai, anche
un poco vanagloriosamente, che lei risponderebbe al nostro apprezzamento reciproco
della verità. Io l'avevo mostrata, io credei, come grandemente io ammirai lo spirito
lei era stata a tali dolori per celare durante quel discorso nell'onesto
seduta-stanza della Casa Fattoria. Ed io sentii che il suo fallimento di risentirsi il
impertinenza di mio "senza dubbio, Lei si usa a quello", era stato dovuto ad un
capendo di qualche cosa lei ed io avevamo in comune contro l'intero
famiglia solida, impassibile, aristocratica di Jervaise.
Inoltre, lei mi diede quello che io contai come due più cause per buona speranza
prima che noi lasciammo la casa. La prima era la sua ripetizione, determinato ora, con un
sincerità più vibrante, della credenza che noi dovremmo trovare in salvo Brenda
a casa quando noi riavemmo alla Sala.
"Io mi sento sicuro Lei vuole, il Sig. Jervaise", lei disse, ed il disdegni crespa di
l'ansia tra i suoi sopracciglia era una caparra che anche se la sua credenza era un
poco tremulo, la sua speranza, almeno era indiscutibilmente genuina.
Il secondo segnale era l'accettazione di un luogo comune comune; l'offerta
di una comunicazione amichevole attraverso il mezzo di un cliché che, comunque falso
nella sua domanda generale, propose un taglio corto all'interpretazione di
sentendo. Racchetta che manteneva un silenzio beneducato dall'il primo
momento della riprovazione di sua padrona, aveva honoured io con la sua approvazione mentre
noi sedemmo nella seduta-stanza di fattoria-casa, e sigillò l'accordo da un
spinta amichevole del suo naso come noi dicemmo "Goodnight."
Anna non guardò a me come lei parlò, ma il suo commento molle, "Lei è affettuoso
di cani", sembrò a me un pieno riconoscimento del nostro riconoscimento di ognuno
altra qualità.
Comunque, io devo ammettere che a due di mattina il senso di uno di
valori non sono insieme normali.
III
JERVAISE FRANCO
Io avrei dovuto preferire mantenere un pensieroso, esperimentando silenzio