J. D. (John Davys) Beresford
Capitolo 20
nel cielo. Io non mi resi conto immediatamente dell'aumento acuto nella terra in
fronte di noi, e quella luce di segnalazione rettangolare, alto nell'aria, sembrò un
cosa fantasticamente impossibile. Io l'indicai a Jervaise che era
tenendo la sua testa in giù come se lui avesse paura la pioggia di estate ne farebbe
danno serio alla sua faccia.
"In ogni modo", dell'uno su era il suo commento.
"Molto lontano su", io mormorai. Io non potevo credere completamente, addirittura poi, che esso
potrebbe essere una finestra. Io si deluse quando noi avevamo scalato la collina e
sostenuto solamente alcuni piedi sotto la luce di segnalazione, scoprire che questo anche, era
un altro esempio del luogo comune del tutto troppo credibile. Io suppongo uomini piace
Jervaise Franci non bramano mai credere nell'impossibile. Io ero, comunque,
sorprese piacevolmente trovare che lui potesse essere nervoso.
Lui esitò, mentre guardando su al prisma di luce attraverso il quale sguanciò fuori
la finestra di primo piano, e mise un fuoco di argento alla pioggia cadente.
"Supponga noi faremmo meglio a bussare", lui borbottò.
"D'you sa di chi finestra è?" Io chiesi.
Apparentemente lui non faceva. Lui fece un tuffo in un'oscurità più profonda ed io persi
lui finché io sentii la sua bussata. Io ero contento che lui avrebbe dovuto bussare con
limitazione così decente, ma tutto l'effetto di lui fu fracassato immediatamente da
la risposta. Per al suo primo colpo secco soggiogato, un cane con un penetrantemente
abbaio stridente mise su un perfettamente clamour detestabile all'interno della casa. Esso
era nel momento in cui se il tocco di Jervaise sulla porta avesse liberato la primavera di
del sonaglio terribile. Ogni bel impulso della notte è dovuto fuggire
costernato, indietro nella pace e la bellezza del legno; ed io ero più che
mezzo inclinato seguire.
Finché quella racchetta terrificante fu messa sciolta io stavo riguardando questo
visita mezzanotte alla fattoria come una naturale ed allettante avventura, insieme
nel tenere col preluded del movimento drammatico dalla campana del