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La Commedia di Jervaise

J. D. (John Davys) Beresford

Capitolo 13

stava tentando di incorniciare una frase senza la quale porterebbe la mia opinione di lui
insulto attuale, quando Frank Jervaise guardò in alla porta.

Lui ci fissò sospettosamente, ma la sua espressione ne portò comunemente
aspetto di minaccia o sospetto. "Sta guardando tutti il luogo per Lei,"
lui disse.

"Per me?" Hughes chiese.

Jervaise si scosse la testa. "No, io voglio Melhuish", lui disse, e stette in piedi
aggrottando le ciglia.

"Io sono" qui bene, io l'incitai.

"Se io sono nel modo..." Hughes mise in, ma non tentò di trovarsi
fuori di lui.

Jervaise l'ignorò. "Guardi qui, Melhuish" lui disse. "Io mi chiedo se Lei
badi venire su con me alla Casa Coltivi?"

"Oh! no;  io fui d'accordo volentieri piuttosto non".

Io sentii che Hughes era stato segnato via;  ma io dimenticai immediatamente così piccolo
trionfi nella delizia di essere capace uscire nella notte. Fuori là
era romanzesco e l'odorato di notte-scorta, qualche i generi di meraviglia e
avventura. Io ero così ansioso per essere nel mezzo di lui che io non feci una pausa mai
consideri la stranezza della spedizione.

Come noi lasciammo la Sala, la stabile-orologio teatrale stava colpendo solo uno.




II

ANNA


La luna quasi è dovuta essere al piena, ma io non potevo indovinare suo
posizioni dietro all'oscurità pari di nube del quale avviluppò la faccia intera il
cielo. Ancora, non era molto scuro. Le masse larghe del giardino attraverso
quale Jervaise mi condusse, era visibile come una più grande nerezza sovrapposta su
un sfondo più debole. Io credei che noi stavamo passando attraverso qualche genere di
pleasance formale. Io potrei odorare l'odore falso-aromatico, lievemente sporco
di scatola, ed estese qui e là le artificiosità abbrancate di un tasso
siepe. C'erano rose standard, anche. Una rosa accese improvvisamente prima
la mia faccia, toccandomi come io passai con un zoppichi, carezza fresca, come il
incoraggiamento spensierato, indifferente di una cortigiana pensierosa.

Alla fine del pleasance noi venimmo ad un muro alto, e come Jervaise
armeggiato con la chiusura di un, a me, porta invisibile, io stavo aspettandomi
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