Capitolo 28
questa parte del lago a tale ora della notte, quando una terza canoa,
di forma precisamente simile, ed anche occupò da due indiani, passò
silenziosamente arrotondi la fine della banchina. La canoa era moltissimo questa durata
spiaggia più vicina, e balenò improvvisamente nella mia mente che le tre canoe
era in realtà uno e lo stesso, e che solamente uno che canoa stava circondando
l'isola!
Questo era da nessuno mezzi una riflessione piacevole, perché, se fosse il
soluzione corretta dell'aspetto insolito delle tre canoe in questo
parte solitaria del lago a così in ritardo un'ora, lo scopo dei due uomini
si potrebbe considerare solamente ragionevolmente che sia in qualche modo collegato con,
io. Io non avevo saputo mai degli indiani che tentano alcuna violenza su
i coloni che divisero il selvatico, paese inospitale con loro; al
stesso tempo, non era oltre la regione di possibilità di supporre. . . .
Ma poi io non desiderai anche pensare a possibilità così orrende, e
la mia immaginazione immediatamente cercò il sollievo in ogni maniera di altro
soluzioni al problema che venne davvero prontamente abbastanza alla mia mente,
ma non riuscì nel raccomandarsi alla mia ragione.
Da un genere di istinto, io uscii di nuovo nel frattempo, della brillante luce
in che io stavo stando in piedi fin qui, ed aspettò nell'ombra profonda di
una pietra per vedere se la canoa facesse di nuovo il suo aspetto. Qui io potevo
veda, senza essere visto, e la precauzione sembrò un saggio.
Dopo meno che cinque minuti la canoa, come io avevo anticipato, fece suo
quarto aspetto. Questa durata non era venti recinti dalla banchina, e
Io vidi che gli indiani vollero dire sbarcare. Io riconobbi i due uomini come quelli
chi era passato prima, e lo steerer certamente era un individuo immenso.
Era indiscutibilmente la stessa canoa. Ci potrebbe essere più alcun dubbio
che per dello scopo di loro proprio gli uomini stavano andando rotondi e
arrotondi l'isola per del tempo, mentre aspettando un'opportunità di sbarcare. IO