Capitolo 50
verso il ritratto che sembrò essere incluso in un
cornice di taglia non comune del quale appese in una parte scura il
stanza. Lei fece una pausa di nuovo e poi, con una mano timida,
alzato il velo, ma immediatamente gli permise di precipitare--percependo
che, quello che aveva celato non era ritratto e, prima
lei potrebbe lasciare la camera, lei lasciò cadere inanimata su
il pavimento."
In durata Emily recupera, ma l'orrore delle prede di Velo Nere su
la sua mente fino a che, vicino alla chiusura del terzo volume, Sig.ra
Radcliffe acconsente misericordiosamente non solo dirci quello che Emily
pensò che lei vide, ma quello che davvero era là.
"Là apparve, invece del ritratto lei aveva
aspettato, all'interno dell'interruzione del muro, una figura umana
della pallidezza orribile, allungato alla sua lunghezza, e
vestito nel habiliments della tomba. Quell'al quale aggiunse
l'orrore dello spettacolo era che la faccia apparve
in parte decadde e sfigurò da vermi che erano
visibile sulle caratteristiche e mani... Se lei avesse sfidato
guardi di nuovo, il suo inganno e le sue paure avrebbero
svanito insieme, e lei avrebbe percepito quello
la figura di fronte a lei non era umana, ma formò di
cera... Un membro della casa di Udolpho, avendo
commesso dell'offesa contro la prerogativa del
chiesa, era stato condannato alla penitenza di
contemplando, durante le certe ore del giorno un cereo
immagine fece assomigliare ad un corpo umano nello stato a
quale è ridotto dopo morte... lui l'aveva fatto un
condizioni nella sua volontà che i suoi discendenti devono
preservi l'immagine."
La Sig.ra Radcliffe, realising che il segreto lei aveva così gelosamente
protegguto è di piuttosto un carattere sorprendente, asserisce che è
"non senza esempio nei record della gravità fiera che
la superstizione monacale ha inflitto su umanità qualche volta." Ma il
chiarimento precipita così risibilmente corto delle nostre aspettazioni e è
così improbabile una possibilità che la Sig.ra Radcliffe sarebbero state