Capitolo 37
esso, nessuna pace nel mondo a meno che è a quella con Dio in
devozione che stesso-dimentica e resa.
Solitudine a che tutte le menti più profonde a questo punto omaggio pagato,
divenuto la madre di pensieri nuovi e grandi, e di una vista del
mondo piccolo dietro al moderno in sentimentalità.
Quello che Villemain dice solo della quotazione da Gregory Nazianzen
determinato, applica con forza uguale agli altri:
C'è senza dubbio un fascino singolare in questa mistura di astratto
pensieri e le emozioni, questo contrasto tra le bellezze di
Natura e l'agitazione di un cuore tormentate dall'enigma di
esistenza e cercando di trovare resto in fede.... Non era il
poesia di Homer, era un'altra poesia.... Era nella forma nuova
di poesia contemplativa, in questa tristezza di uomo circa lui in
questi impulsi verso Dio ed il futuro, in questo idealismo così
poco saputo dai poeti dell'antichità che il Cristiano
l'immaginazione potrebbe competere senza svantaggio. Era quello là
quella poesia sorse quale sazietà moderna cerca per, la poesia di
la fantasticheria e riflessione che penetrano il cuore di uomo e
decifra i suoi pensieri più intimi ed auguri più vaghi.
Disprezzo per arte era una caratteristica dei Padri della Chiesa,
ed a quella fine loro celebrarono Natura; il lavoro manuale di uomo, comunque
abbagliando, era ma la vanità nei loro occhi, mentre Natura era il
lavoro manuale del Creatore. La cultura e Natura furono insorte intenzionalmente
opposizione all'un l'altro. [12] St Chrysostom scrisse:
Se l'aspetto dei colonnati di edifici sontuosi conducesse
spirito di thy fuori strada, guardi alla volta di cielo verso l'alto, e
circa thee sui campi aperti nel quale armenti pascolano dal
il lato di acqua. Chi non disprezza tutte le creazioni di arte, quando
nella calma della sua anima lui guarda con ammirazione il
sorgendo del sole, come versa sulla sua luce dorata la faccia di
la terra; quando rimanendo sull'erba spessa accanto al mormorante
primavera, o sotto dell'ombra oscura di un albero spesso e frondoso,