Capitolo 55
consoli l'oscurità di un vecchio uomo. Preghi mi dica quello che io farò alleviare mio
dolore."
Il lettore può, forse, debolmente concepisca il mio stupore quando
Gnarmag-Zote rispose seriamente: "Si uccida."
"Certamente", io piansi, "Lei non avrebbe questo individuo onesto procurare oblio
(da quando Lei pensa che morte non è nulla altro) da così l'eruzione cutanea un atto!"
"Un atto che Gnarmag-Zote mette al corrente", lui disse, freddamente, non "è avventato."
"Ma morte", dissi io, "morte, purchessia altro può essere, è una fine della vita.
Questo vecchio uomo ora è in dolore pressocché insupportable. Ma alcuni giorni ed esso
sarà sopportabile; alcuni mesi e saranno divenuti nessuno più che un
malinconia tenera. Finalmente scomparirà, e nell'il società di sua
amici, nell'abilità del suo cuoco i profitti dell'avidità, lo studio di
come essere querulous e nella ricerca della loquacità, lui vuole di nuovo,
esperimenti le gioie maggiorenne. Perché per un dolore presente se lui dovesse privare
lui di ogni felicità futura?"
Gnarmag-Zote mi reputò con qualche cosa come compassione. "Il mio amico,"
detto lui, "ospite del mio sovrano ed il mio paese sa che in alcuno
circostanze, anche quelli su che è basata la vera felicità e
condizionato, morte è preferibile alla vita. La somma di disagi in alcuna vita
(qui in Lalugnan almeno) eccede la somma di piaceri; ma immagina quello
non faceva. Immagini un'esistenza in che la felicità, di qualunque cosa
intensità, è la regola, e mette a disagio, di moderazione purchessia, il
eccezione. C'è ancora del disagio. Ci non è nessuno in morte, per (come
è dato a noi per sapere) quello è oblio, annientamento. Vero, morendo
uno perde la sua felicità così come i suoi dolori, ma lui non è consapevole di
la perdita. Una perdita di quale non saprà mai certamente, e quale, se esso
operi farlo meno felice, alle stesse prese di tempo da lui il desiderio
e capacità e bisogno della felicità, non può essere un cattivo. Quello è così
capì intelligentemente fra noi qui in Lalugnan che suicidio è comune,