Capitolo 8
bianco-testa!"
"Oyvind camminò su a lui, lo scuola-padrone lo prese su sul suo ginocchio e
rimosso il suo berretto.
"Quello che un bel piccolo ragazzo!" detto lui, lisciando i capelli del bambino. Oyvind
guardato su nei suoi occhi e rise.
"È Lei ridendo a me!" I vecchi uomini lavorano a maglia il suo sopracciglio, come lui parlò.
"Sì, io sono", Oyvind risposto, con un scampanio allegro di risata.
Poi lo scuola-padrone rise, anche; la madre rise; i bambini
ora seppe che loro avevano permesso per ridere, e così loro tutti risero
insieme.
Con questo Oyvind fu iniziato in scuola.
Quando lui era sedersi, tutti gli studiosi desiderarono fare spazio per
lui; lui da parte sua guardò per molto tempo circa; mentre l'altro
bambini bisbigliarono ed aguzzarono, lui girò in ogni direzione, il suo berretto
nella sua mano, il suo libro sotto il suo braccio.
"Bene, quello che ora?" chiesto allo scuola-padrone con che era di nuovo busied
il suo tubo.
Nel momento in cui il ragazzo era circa girando verso lo scuola-padrone, lui l'espied,
vicino la chiusura di piastra del focolare accanto a lui, sedendo su un poco rosso-dipinse
inscatoli, Marit coi molti nomi; lei aveva nascosto la sua faccia dietro ad ambo
mani e sedette, mentre sbirciando fuori a lui.
"Io siederò qui!" Oyvind pianto, prontamente ed afferrando una pranzo-scatola lui
si fatto sedere al suo lato. Ora lei elevò il braccio più vicino lui un
poco e sbirciò a lui da sotto il suo gomito; immediatamente lui, anche,
coperto la sua faccia con mani e guardò a lei da sotto il suo
gomito. Così loro sedettero, mentre tagliando capperi finché lei rise, e poi lui
riso anche; gli altri piccoli popoli osservarono questo, e loro congiunsero in
la risata; improvvisamente una voce che era spaventosamente forte, ma che
cresciuto più mite come parlò, frammise con,--
"Silenzio, cantare allegramente-bambini, disgraziati, chiacchierare-scatole!--faccia tacere, e sia buono
a me, zucchero-maiali!"
Era lo scuola-padrone che aveva un'abitudine di ardere su ma divenendo