Capitolo 55
e lungo-soffrendo, e non permette che loro siano tentati oltre loro
forza, affinché non loro rompono a pezzi, per lei è molto fragile. Io debitamente
le dato la Sua lettera, e lei lo nascose da ogni salvataggio il suo proprio cuore. Se
Dio presterà il Suo aiuto in questa questione, io non ho niente contro lui, per
Marit è molto incantando ai giovani uomini, come può essere visto chiaramente, e lei
ha abbondanza di beni terreni, ed i paradisiaci lei anche ha, con
tutta la sua mutevolezza. Per la paura di Dio nella sua mente è come acqua in un
stagno poco profondo: è là quando piove, ma è andato quando il sole
splendori.
I miei occhi possono sopportare nessuno più attualmente, per loro vedono bene ad un
distanzi, ma mi addolori e riempe con ferite lacere quando io guardo ai piccoli oggetti.
In conclusione, io lo consiglierò, Oyvind, avere il Suo Dio con Lei in
tutti i Suoi desideri ed imprese, per lui è scritto: "Meglio è un
manciata con quiete, che ambo le mani pieno con travaglio e
irritazione di spirito." Ecclesiastes, iv. 6. Suo vecchio scuola-padrone,
BAARD ANDERSEN OPDAL.
A LA FANCIULLA DI PIÙ ONORATA, MARIT KNUDSDATTER HEIDEGARDS:--
Lei ha i miei grazie per la Sua lettera che io ho letto e ho bruciato,
come Lei richiese. Lei scrive di molte cose, ma non a tutti concernendo
quello di che io volli che Lei scrivessi. Né io sfido scriva qualsiasi cosa
definito prima che io so come Lei è in respect_ di _every. Il
la lettera di scuola-padrone non dice niente dal quale uno può dipendere, ma lui
encomi Lei e lui dite Lei è incostante. Che, Lei sia prima davvero.
Ora io non so cosa per pensare, e così Lei deve scrivere, per lui non voglia
sia bene con me finché Lei fa. Proprio ora io ricordo meglio circa Suo
venendo alla rupe che la sera scorsa e quello che Lei disse poi. Io voglio
dica nessuno più questa durata, e così l'addio.
Più rispettosamente,
OYVIND PLADSEN.
AD OYVIND THORESEN PLADSEN:--