Capitolo 41
non era stato per lui."
Loro lo ringraziarono, risero, ed andarono giubilantemente il loro modo, per a questo
momento quando loro stavano quasi per andare a casa ai loro genitori loro tutti sentirono
felice. Solamente uno rimase parte posteriore che subito non poteva trovare i suoi libri,
e che quando lui li aveva trovati seduto in giù come se lui deve leggerli finito
di nuovo.
Lo scuola-padrone andò su da lui.
"Bene, Oyvind, non sta andando col resto?"
Non c'era replica.
"Perché apre i Suoi libri?"
"Io voglio scoprire quello che io risposi a-giorno sbagliata."
"Lei rispose nulla a male."
Poi Oyvind guardò a lui; ferite lacere riempirono i suoi occhi, ma lui guardò fisso intensamente
allo scuola-padrone, mentre uno alla volta gocciolò in giù le sue guance, e
non una parola lui disse. Lo scuola-padrone si sedette di fronte a lui.
"È non contento che Lei passò?"
C'era un vibrando sui labbra ma niente replica.
"Sua madre e padre saranno molto contenti", detti lo scuola-padrone, e
guardato ad Oyvind.
Il ragazzo lottò sodo per guadagnare potere di espressione, finalmente lui chiese in
toni bassi, rotti,--
"È esso--perché io--è il figlio di un houseman che io sostengo solamente numero nove o
dieci?"
"Senza dubbio quell'era esso", rispose lo scuola-padrone.
"Poi è di nessun uso per me per lavorare", Oyvind detto, cupamente e tutti
i suoi brillanti sogni svanirono. Improvvisamente lui si elevò la testa, alzò il suo
mano destra, ed abbattendolo sulla tavola con tutti il suo poteva, flung
lui diretto sulla sua faccia e scoppia in ferite lacere appassionate.
Lo scuola-padrone gli permise di giacere e weep,--piange finché lui può. Esso
durato un tempo lungo, ma lo scuola-padrone aspettò finché il pianto crebbe
più fanciullesco. Prendendo poi la testa di Oyvind in ambo le mani, lui l'elevò
e guardò fisso nella faccia lacerare-macchiata.
"Lei crede che è Dio che ora" è stato con Lei, disse lui,
disegnando affettuosamente il ragazzo verso lui.
Oyvind ancora stava singhiozzando, ma non così violentemente come prima; le sue ferite lacere