Capitolo 40
Jon Hatlen è nascosto, io suppongo", Oyvind pensato, ma ancora fissò
continuamente a lei.
Ora venne allo scuola-padrone. Tutti lasciarono i loro luoghi e tempestarono circa
lui.
"Che numero sono?"--"Ed io?"--"Ed io--io?"
"Faccia tacere! Lei giovani uni cresciuto eccessivamente! Nessun baccano qui! Sia quieto e Lei
sentirà circa lui, bambini." Lui guardò lentamente circa. "Lei è
numeri due", disse lui ad un ragazzo con occhi di blu che stavano guardando fisso su a lui
più implorantemente; ed il ragazzo ballò fuori del cerchio. "Lei è
numeri tre", lui fornì un piccolo individuo rosso, attivo che stette in piedi
trascinando alla sua giacca. "Lei è numero cinque; Lei numera otto", e così
su. Qui lui prese vista di Marit. "Lei è numero uno del
ragazze,"--lei arrossì su cremisi faccia e tira il collo a, ma tentò di sorridere.
"Lei è numero dodici; Lei è stato pigro, Lei il vagabondo, e pieno di
danno; Lei numera undici, nulla meglio essere aspettatosi, il mio ragazzo;
Lei, numeri tredici, deve studiare sodo e deve venire al prossimo esame,
o andrà male con Lei!"
Oyvind non potrebbe sopportarlo più; numeri uno, essere sicuro non era stato
menzionato, ma lui stava stando in piedi tutta la durata così che il
scuola-padrone potrebbe vederlo.
"Scuola-padrone!" Lui non sentì. "Scuola-padrone!" Oyvind aveva
ripeta queste tre volte prima che fosse sentito. Finalmente lo scuola-padrone
guardato a lui.
"Numeri nove o dieci, io non ricordo quale", disse lui, e girò a
un altro.
"Chi è numero uno, poi?" Hans chiesto che era il più buon amico di Oyvind.
"Non è Lei, riccio-testa!" disse lo scuola-padrone, mentre colpendolo finito
la mano con un rotolo di carta.
"Chi è, poi?" chiesto ad altri. "Chi è? Sì; chi è?"
"Lui troverà che fuori chi ha il numero", rispose lo scuola-padrone,
austeramente. Lui non avrebbe più domande. "Ora vada esattamente a casa,
bambini. Dia grazie al Suo Dio ed allieta i Suoi genitori. Ringrazi
Suo vecchio scuola-padrone anche; Lei sarebbe stato in un bello ripari se esso