Capitolo 33
"Ma c'è probabile alcuno uno ad essere?"
Oyvind era silenzioso. Poi lo scuola-padrone camminò diritto su a lui,
e posando la sua mano sulla sua spalla, detto,--
"Ha paura di vedere Marit?"
Oyvind guardò in giù; la sua respirazione divenne pesante e rapido.
"Mi dica, Oyvind, il mio ragazzo?"
Oyvind non fece replica.
"Lei forse ha vergogna per confessarlo da quando Lei non è confermato ancora;
ma mi dice, ciononostante il mio caro Oyvind, e Lei non pentirà
esso."
Oyvind si elevò gli occhi ma non poteva parlare la parola, e fece il suo sguardo fisso
vaghi via.
"Lei non è felice, o, di in ritardo. Lei gradirebbe più alcuno uno
altro che per Lei?"
Oyvind ancora era silenzioso, e lo scuola-padrone, sentendo leggermente male,
girato via da lui. Loro riconsiderarono i loro passi.
Dopo che loro avevano camminato una distanza lunga, lo scuola-padrone fece una pausa da molto
abbastanza per Oyvind per venire su al suo lato.
"Io presumo Lei è molto ansioso per essere confermato", disse lui.
"Sì."
"A cosa pensa facendo dopo?"
"Mi dovrebbe piacere andare al seminario."
"E poi diviene un scuola-padrone?"
"No"
"Non pensa che quell'abbastanza è grande?"
Oyvind non fece replica. Di nuovo loro camminarono su per della distanza.
"Quando Lei è stato attraverso il seminario, cosa farà?"
"Io non ho considerato equamente quello."
"Se Lei avesse soldi, io sfido dica gradirebbe comprarsi un gard?"
"Sì, ma tiene i mulini."
"Poi Lei ebbe entra meglio nella scuola agricola."
"Alunni imparano come molto come al seminario là?"
"Oh, no! ma loro imparano quello del quale loro possono avvalersi più tardi."
"Trovano là anche numeri?"
"Perché chiede?"
"Mi dovrebbe piacere essere un buon studioso."
"Che Lei può essere certamente senza un numero."
Loro camminarono di nuovo su in silenzio finché loro videro Pladsen; una luce splese
dalla casa, la rupe che l'appende su ora era nera di inverno
sera; il lago sotto fu coperto con ghiaccio liscio, brillante, ma