Capitolo 91
un poco scomodo nel mezzo di tutto il suo godimento.
Keith ritornò a casa che giorno molto più tardi che insolito trovare sua madre
in un stato di preoccupazione frenetica. Per prima lei dichiarò che lui non deve andare
dovunque senza lei conoscendolo in anticipo, ma dopo un po' lei
divenuto piuttosto interessato e palpabilmente animò dalla storia di Keith di tutti il
glorie che lui aveva visto. Lei spiegò che le verghe di vetro sul
candelieri erano prismi che hanno mostrato l'arcobaleno intero quando Lei li contenne
di fronte ad una luce, e lei chiese impazientemente a lui se gli fosse stato invitato
venga di nuovo. Ma quando il padre ne sentì quello serale, lui disse:
"Io non penso che Keith dovrebbe andare là affatto. Lui non può chiedere a tale ragazzo
qui, e la prossima cosa che noi conosciamo, la propria casa di Keith non vuole più
sia buono abbastanza per lui."
Keith non potrebbe credere proprio i suoi orecchi. Lui non aveva sentito mai tale risentimento
contro suo padre, e poco prima che andando a letto, mentre suo padre era
fuori della stanza per un momento, lui parlò a bassa voce a sua madre:
"Io penso che papà non vuole che io abbia alcuno divertente!"
"Lei non capisce", lei ritorgè. "Lui vuole dire bene. Ricordi quello che
Dice nonna: Uguaglia faccia i migliori compagni di gioco."
Tre o quattro calcolano Keith andò a casa con Harald. Poi i cancelli di
paradiso fu sbattuto improvvisamente nella sua faccia. Un giorno, come loro erano
scuola che va via insieme, il remarked di Harald piuttosto calmamente:
"Lei non può ritornare a casa con me alcuno più."
"Perché", Keith ansato, il suo gola soffocando.
"Perché dice mamma io devo trovare dell'uno altro giocare con", Harald
spiegato. Poi lui ammorbidì un poco: "Io non posso aiutarlo, e mi piace Lei."
"Ma perché", Keith insistito sul limite di ferite lacere.
"Lei sembra un bel ragazzo, dice mamma, ma Suo padre non è nulla ma un
_vaktmaestare_, ed il mio è un _grosshandlare_ (rivenditore all'ingrosso)."