Capitolo 21
occhi ed orecchi.
La grande lampada era stata messa di nuovo sul washstand del chaiselongue
su che lui stava giacendo, evidentemente per prevenire la sua luce da
precipitando sulla sua faccia.
Sua madre fu fatta sedere, vestì pienamente, sull'orlo del letto attraverso il
stanza. La sua faccia era bianca come neve. I suoi occhi arsero con un genere di raffreddore
fuoco. Il suo corpo intero sembrò tremare con un sentimento così tempo verbale che lui
non poteva trovare parole per lui.
Il padre stava inclinandosi lontano indietro su una sedia all'ordine del giorno, col suo
braccio corretto e disteso che rimane sulla tavola che cena. La sua faccia fu allineata il testo
e la frangia spessa di capelli neri sulla cima calva della sua testa era
disordinato leggermente. Lui tentò di sorridere, ma il sorriso girò in un
ghigno. Quando lui parlò, la sua voce era un poco spessa.
"Io non posso tenere completamente via dai miei camerata." lui disse. "Loro pensano
già che io anche mi sono conficcato su per associare con loro. Io non sono stato
fuori per due settimane. Io non ho avuto una goccia più stanotte che io posso stare in piedi.
E non è ancora dodici."
All'improvviso Keith vide il raffreddore, luce adirata va fuori di sua madre
occhi. La sua faccia torse convulsivamente. Lei affondò in un mucchio sul letto,
singhiozzando come se il suo cuore rompesse poi e là.
"Carl", lei gridò tra due singhiozzi. "Lei mi ucciderà se Lei parla piaccia
che a me!"
"Come quello", lui ripetè in una voce senza tono e sbalordita. Poi la sua faccia
pressocché allineato il testo imporpori. Un'occhiata dura entrò nei suoi occhi, e lui colorò di rosa così
improvvisamente che la sedia sconvolse dietro a lui. Alla stessa durata lui portò
in giù il suo pugno con tale violenza che la tavola quasi ha fatto traballare su.
"Io si dannerà se io sostengo qualche genere di cosa lunga" uno momento, lui
gridato raucamente.
Ma anche come lui parlò, i suoi occhi precipitarono sul ragazzo. Come se da magia, il suo