Catherine H. Birney
Capitolo 55
opinione della sua famiglia ed amici. Lei non poteva sentirsi un
esule, un oggetto della pietà e derisione, senza essere colpito profondamente
da lui. La sua salute diede modo sotto la pressione, ed un cambio di scena
e clima fu raccomandato. Sara subito esortò che lei la congiunge in
Filadelfia; e, questa riunione l'approvazione di sua madre, lei
navigato per il nord a luglio (1828).
Circa questa durata, noi troviamo l'entrata seguente nell'agenda di Sara,:--
"13. Il mio Angelina adorato arrivò ieri. La pace ha, io credo,
stato la copertura delle nostre menti; e nel pensare alla sua a-giorno, e
tentando di sentire se io dovrei consigliarla di non adottare immediatamente il
abbigliamento di un Quaker, la lingua si presentò, 'non Tocchi il mio
unto, e fa i miei profeti nessun danno.' Quindi io sfidai non si immischi con lei."
L'estate era una pacata e deliziosa ad Angelina. Lei era il
ospite di Maurizio di Catherine, e fu trattato come una figlia da tutti il
cerchio di Quaker gentile. La novità dei suoi dintorni, le scene fresche
e le idee nuove presentarono di fronte a lei continuamente, aprì su un campo di
pensiero cui confini che solamente lei aveva poi fino a che toccato, ma che lei
presto cominciò impazientemente e coscienziosamente ad esplorare. Due estratti da
lettere scritte da lei a quella durata mostreranno come severo era in lei lei
Principi di Quaker, ed anche che la persuasione che lei doveva essere
dato del grande lavoro per fare stava divenendo addirittura incagliò più fermamente.
A Sara per un po' di tempo che era assente da lei lei scrive:--
"Cara Madre: La mia mente comincia a molto essere esercitata. Io voglio appena
conversi a tutti, e lo creda meglio io dovrei essere molto da solo. Suora
Anna è molto gentile nel lasciarmi a me. Lei sembra sentire molto per
io, ma io non sento alla libertà per chiedere a lei che occasioni le ferite lacere
quale a flusso di tempi come lei getta le sue braccio circa me. Io qualche volta penso
lei vede più che io faccio circa me. Io spesso tremo quando io penso di