Capitolo 94
"Ricrei il mondo, infatti!" Spinrobin ansato, sentendo la terra lui
saputo scivolando via sotto i suoi piedi.
Il Sig. Skale girò su lui ed ancora sostenne un momento. Le brughiere enormi,
luccicando debolmente pallido ed irreale sotto della loro neve, corse oltre loro in
il cielo--che note di pedale forme silenziose che corrispondono a chi sanno?
Il sighed del vento--espressione udibile di chi dirà quello che possente
forme?... Qualche cosa della passione di suono, con tutto il suo mistero e
splendore, digitò il suo cuore in quel sospiro ventoso. Qualsiasi cosa era davvero? Era
qualsiasi cosa permanente?... Era Suono e Forma simboli soltanto intercambiabili
di alcuna uncataloged Realtà più profonda? Ed era la coesione visibile dopo
tutta la cosa illusoria?
"Re-forgi l'universo intero, signore!" lui ruggì attraverso l'oscurità, in un
modo che ha costituito l'altro augurio il tocco della mano di Miriam per consolidare
lui. "Io potrei farLa, il mio caro Spinrobin, immenso, piccolo, invisibile o
da un'espressione parziale del Suo nome, piegò permanentemente. Io potevo
sommerga le Sue proprie vibrazioni e prelevi la loro forza, come da suzione di
un aspirapolvere, assorbendosi nel mio proprio essendo. Emettendo il nome di
questa vecchia terra, se io lo sapessi, io potrei alterare la sua faccia, lanci le foreste
come polvere verde nel mare, ed alza i ciottoli della spiaggia al
magnitudine di lune! O, io conobbi il vero nome del sole, io potevo
l'emetta in tale modo come identificarsi col suo molto essere, e così
scappi i terrori pietosi di un'esistenza personale e limitata!"
Lui afferrò il braccio del suo compagno e cominciò a sgambare in giù il lato di montagna
ad un ritmo terrificante, pressocché alzando Spinrobin dai suoi piedi come lui faceva così.
Sugli orecchi del segretario ansimante le parole selvatiche lacerarono come pallottole,
fischiando una musica nuova e terribile.
"Il mio caro individuo", lui gridò attraverso la notte, "alla Parola del Potere di
un vero uomo che le nazioni rivestirebbero di vimini in guerra, o affonda improvvisamente in eterno