Capitolo 49
giaccia a mezza strada tra scienza e l'immaginazione. Comunque, qui era un uomo in
il ventesimo secolo, i giorni di radio, macchine volatrici, senza fili
telegrafia, e gli altri inviti verso materialismo che apparentemente aveva
credenza pratica nell'uso effettivo di suono ed in suo psichico e
possibilità divine, e che stava dedicando tutti suo non inconsiderabile
i poteri di cuore e bada alla loro dimostrazione attuale. Era
stupendo. Era delizioso. Era incredibile! E, ma per il
correnti di un strano e formidabile tema che questa concezione di Skale
Esperimento audace mise mescolando nella sua anima, l'entusiasmo di Spinrobin
possibilmente sarebbe stato come grande come suo proprio.
Come era lui andò su dal grande ecclesiastico e tenne fuori la sua mano, improvvisamente
trasportato dalla stranezza di lui tutti, presi su in un splendore vago
lui non capì completamente, si preparò ad abbandonarsi improvvisamente.
"Io raggruppo qualche cosa di quello che Lei vuole dire", lui disse sinceramente, "se non tutti;
ed io più sinceramente spero io posso dimostrarmi appropriato per il Suo scopo quando il
tempo viene. Come un ragazzo, Lei sa, io credei sempre curiosamente abbastanza, in
l'efficacia di nomi e l'importanza di chiamare vero. Io penso", lui
aggiunse piuttosto diffidentemente, mentre sembrando su diritto negli occhi luminosi
sopra di lui, "se Lei mi permetterà di dire così, io La seguirei dovunque,
Il Sig. Skale--dovunque Lei desiderò condurre."
"'Su lui che overcometh,' " detto l'ecclesiastico in quella voce gentile lui
qualche volta usato, molle come la voce di donna, "'voglia io scrivo mio nuovo
nome....'"
Lui guardò fisso molto penetrantemente in giù negli altri occhi per un minuto o due,
poi scosse la mano offerta senza un'altra parola. E così loro
separato ed andò a letto, per lui era da molto passato mezzanotte.
Capitolo III
IO
Nella sua camera da letto, sebbene eccitamento bandì sonno nonostante il ritardo
dell'ora, lui anche fu esaurito per fare alcun tentativo effettivo di ridurre,