Capitolo 40
qualche cosa l'altro inquietando, ed io volli tenermi bene disponibile per
è probabile che cosa accada più tardi. C'era un altro serale essere affrontato prima che noi
scappato da questo luogo doloroso, e c'era nessuno intelligente ancora quello che esso
produrrebbe.
"Venga e tagli pane per la pentola", io chiamai a lui, mentre mescolando vigorosamente
la mistura appetitosa. Quel stufare-pentola contenne la sanità mentale per noi ambo, ed il
pensiero mi fece ridere.
Lui venne su lentamente e prese il sacco di provvedimento dall'albero, mentre armeggiando in
le sue profondità misteriose, e vuotando poi i contenuti interi sul
terra-foglio ai suoi piedi.
"Affretti!" Io piansi; "sta bollendo."
Lo scoppio di svedese fuori in un ruggito di risata che mi ha spaventato. Fu costretto
risata, non artificiale precisamente, ma malinconico.
"Non c'è niente qui!" lui gridò, mentre tenendo i suoi lati.
"Impani, io voglio dire."
"È andato. Non c'è pane. Loro l'hanno preso!"
Io lasciai cadere il cucchiaio lungo e corsi su. Tutto il sacco aveva contenuto disposizione
sul terra-foglio, ma non c'era pagnotta.
Il peso morto intero della mia paura crescente precipitò su me e mi scosse. Poi io
scoppi fuori anche ridendo. Era l'unica cosa da fare: ed il suono di mio
risata mi fece anche capire il suo. La macchia di pressione di psychical
lo provocato--questa esplosione di risata innaturale in ambo di noi; era un
sforzo di forze represse di cercare il sollievo; era una sicurezza-valvola provvisoria.
E con ambo di noi cessò piuttosto improvvisamente.
"Come criminalmente stupido di me!" Io piansi, ancora determinò essere costante
e trova un chiarimento. "Io pulisco dimenticò di comprare una pagnotta a Pressburg. Quello
chiacchierando donna messa tutto fuori della mia testa, ed io l'ho dovuto lasciare
giacendo sulla cassa o--"
"Anche, la farina d'avena è molta meno che era questa mattina", lo svedese
interrotto.
Perché nel bisogno di mondo lui attrae attenzione a lui? Io pensai adiratamente.