Capitolo 33
il mondo ed affronta i problemi della vita. La similitudine sembrò a me al
tempo un parallelo esatto.
Io subito misi i pece squagliare, ed al momento lo svedese mi congiunse al
lavori, sebbene sotto le più buon condizioni nel mondo la canoa non potesse essere
cassaforte per viaggiare fino al giorno seguente. Io attrassi casualmente la sua attenzione a
lo scava nella sabbia.
"Sì", lui disse, "io so. Loro sono tutti sull'isola. Ma Lei può spiegare
loro, senza dubbio!"
"Lasci senza fiato, chiaramente", io risposi senza esitazione. "Non L'abbia mai guardato
quelli piccoli turbini nella strada che torce e piroetta tutto in
un cerchio? Questa sabbia sciolto abbastanza per produrre che è tutti."
Lui non fece replica, e noi lavorammo un po' su in silenzio per. Io lo guardai
clandestinamente tutta la durata, ed io avevo un'idea lui stava guardandomi. Lui
anche, sembrava stessero ascoltando sempre attentamente qualche cosa io non potevo
senta, o forse per qualche cosa che lui si è aspettato di sentire, per lui tenne
girando circa e fissando nei cespugli, e su nel cielo, e fuori
attraverso l'acqua dove era visibile attraverso le aperture fra il
salici. Qualche volta lui mise anche la sua mano al suo orecchio e lo tenne per là
molti minuti. Comunque, lui mi disse nulla circa lui, ed io chiesi a nessuno
domande. E nel frattempo, come lui accomodò quello lacerato canoa con l'abilità e
indirizzo di un indiano rosso, io ero contento per osservare il suo assorbimento nel lavoro,
per là era un vago tema nel mio cuore che lui parlerebbe dei cambiarono
aspetto dei salici. E, se lui avesse notato che, la mia immaginazione poteva nessuno
più da molto sia tenuto un chiarimento sufficiente di lui.
III
Dopo una pausa lunga, lui cominciò a lungo, a parlare.
"Cosa strana", lui aggiunse in un genere affrettato di voce, come se lui volle
dica qualche cosa e lo trovi finito. "Cosa strana. Io voglio dire, su quella lontra ultimo
notte."
Io mi ero aspettato qualche cosa così totalmente diverso che lui mi prendesse con